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Pensionati, pronti a sacrifici ma i tagli siano equi

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A Catania, annunciati tagli di 12 milioni di euro sui servizi sociali.

Dati Inps Catania: nel 2011, 233.310 le pensioni pagate; 28.467 gli assegni sociali; 47.624, le invalidità civili

Bernava: «Basta con le risorse sprecate in enti, consorzi e cooperative»

Un sistema di servizi sociali smantellato dal governo nazionale, la legge 328 del 2000 mai recepita in Sicilia, tagli di 12 milioni di euro al Comune di Catania. Per anziani e pensionati il futuro prossimo si annuncia quanto mai scuro.

La denuncia parte dalla Fnp Cisl catanese durante il consiglio generale che si è svolto oggiAggiungi un appuntamento per oggi. Tema predominante: la grave situazione dei servizi sociali, i tagli alle risorse e i sacrifici che anche i pensionati saranno chiamati a fare.

«Siamo disponibili a fare sacrifici – ha detto Marco Lombardo, segretario generale dei Pensionati Cisl catanesi – ma purché ci sia equità sociale e si riprenda la contrattazione territoriale. Solo nel Comune di Catania si annunciano pesanti tagli per il 2012. Ci aspettiamo che le amministrazioni locali siano pronte e disponibili a concertare con noi le dovute razionalizzazioni nella spesa e nella ricerca delle sacche di evasione. Vogliamo, quindi, puntare sulla sussidiarietà, grazie anche alle nostre strutture che stiamo diffondendo sempre più nel territorio e all'Anteas, l'associazione di volontariato, che garantiranno ascolto e assistenza a quanti anziani ne avranno bisogno».

I tagli nei servizi sociali saranno più sentiti dai pensionati al minimo. A Catania e provincia, nel 2011, l'Inps paga 233.310 assegni di pensione. Tra questi 28.467 sono gli assegni sociali per un importo medio mensile di 365 euro mensili; le pensioni di invalidità civile sono 47.624, per un importo medio mensile di 383,66 euro.

«I pensionati, le famiglie, i lavoratori dipendenti catanesi – ha sottolineato Alfio Giulio, segretario generale della Cisl etnea – hanno bisogno di essere tutelati e, soprattutto in questo periodo, hanno bisogno di credere nelle istituzioni che devono garantire tagli equi e sacrifici soprattutto a carico di chi più ha e meno ha dato».

Per Carmelo Raffa, segretario generale della Fnp Cisl siciliana, «è tempo di comprendere che il sistema sociale non potrà più dare tutto a tutti. Purtroppo, il governo passato ci ha lasciato in eredità un sistema che ha smantellato, la legge 328 è praticamente fallita perché senza fondi adeguati e in Sicilia addirittura non è mai stata recepita».

Il leader della Cisl siciliana, Maurizio Bernava, si è soffermato sulla difficoltà del momento e sulle proposte avanzate dal sindacato, sia a livello nazionale sia a livello regionale.

«Al governo indichiamo le priorità: equità sociale, rigore di bilancio e patrimoniale strutturale secca. Una patrimoniale cioè basata sulle ricchezze immobiliari e mobiliari, che colpisca grandi case e rendite finanziarie».

Sulla sanità regionale, Bernava ha lanciato una sfida al governo Lombardo:

«Inviteremo il presidente all'assemblea dei pensionati siciliani e gli offriremo gratis un consulente, capace di scrivere una riforma che integri finalmente i servizi sociali con quelli sanitari. Non possiamo continuare a vedere assessori che appena hanno risorse per i servizi sociali chiamano esperti per inventare enti, consorzi e cooperative buoni solo per portare e accrescere consenso elettorale e clientelare».

Fonte Foto:Ufficio Stampa

Ufficio Stampa

CISL