Rhynchophorus ferrugineus, il coleottero asiatico meglio conosciuto come punteruolo rosso, continua a far danni. Dopo avere attaccato per anni le comuni palme delle Canarie, l'insetto killer adesso si evolve e punta decisamente anche altri bersagli. Le sue ultime prede, in ordine di tempo, sono stati alcuni esemplari rari dell'Orto Botanico, l'antico giardino del centro di Palermo. Palme nane, del Cile e di Guadalupa sono solo una parte delle specie colpite. L'elenco, infatti, risulta lungo.
Vittime del parassita sono state anche le Sabal, originarie delle isole Bermuda, presenti in altri giardini pubblici della città e la Butia, palma bassa e giovane inserita dai botanici in un percorso per non vedenti. Stesso destino è toccato alla Pritchardia, pianta diffusa nelle zone a clima tropicale che produce fiori sia maschili che femminili.
Questa non è la prima volta che l'insetto "fa visita" agli esemplari del giardino di via Lincoln. Già tre anni fa, infatti, il punteruolo aveva aggredito le canariensi dell'Orto Botanico. In quel caso, l'intervento era stato tempestivo e le specie aggredite erano state prontamente abbattute. L'ultimo attacco, però, ha generato non poco sconforto tra gli addetti ai lavori.
Il coleottero rischia di distruggere uno dei palmeti più ricchi di tutto il Mediterraneo. La legge attuale lascia poca libertà d'azione ai botanici, curatori, responsabili del giardino universitario. Se da una parte occorre rimuovere e incenerire le carcasse delle palme intaccate, dall'altra non è possibile procedere con interventi preventivi che risultino tossici per la popolazione. Al bando, dunque, gli insetticidi che possono rendere più efficace la prevenzione.
Rhynchophorus ferrugineus continua a colpire senza sosta e senza limiti. Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori della Facoltà di Agraria di Palermo, sono circa trenta mila le specie siciliane aggredite dal punteruolo rosso.
Il parassita divorando voracemente la corona della palma, ne provoca prima l'indebolimento e poi la fine del ciclo vegetativo.
L'emergenza fitosanitaria è, dunque, seria e reale.
Alto è, inoltre, il rischio che il patrimonio naturalistico e paesaggistico possa venire progressivamente distrutto dall'azione dell'insetto killer.
Adesso più che mai risulta fondamentale intervenire in maniera tempestiva.
Del resto, anche nel mondo vegetale, "prevenire è meglio che curare".
Fonte foto:www.ilmiotg.it
http://www.ilmiotg.it/10/images/stories/punteruolo%20rosso.jpg
Cosima Ticali
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Il punteruolo rosso colpisce ancora













