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Scuola, voltare pagina e risarcire i tagli

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Investire sulla materia grigia che si coltiva a scuola. Alunni siciliani diminuiti di 40mila unità. Sicilia ultima nel rapporto Tuttoscuola 2011. Tempo pieno: a Catania meno del 3%; a Milano l'88%
«La scuola italiana ha bisogno di voltare pagina e di essere risarcita dai pesanti tagli subiti». Parte da Catania la prima richiesta del sindacato della scuola al prossimo governo.

L'ha fatta Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl Scuola, in occasione dell'assemblea che ha visto riuniti gli iscritti e i simpatizzanti del sindacato di categoria.

«Non c'è stata nessuna riforma – ha ribadito Scrima – ma solo tagli lineari per 8,4 miliardi di euro. Il governo che il senatore Monti si appresta a fare dovrà ripartire da qui e trasformare la scuola in un'arma vincente anche nei confronti della crisi economica. D'altra parte, lo dimostrano le pur pesanti manovre economiche di altri paesi europei, come la Germania, dove sulla scuola si è investito e non tagliato. La Cisl è riuscita a far immettere in ruolo 67mila docenti e a far recuperare gli scatti di anzianità, ma occorre agire più strutturalmente».

«La materia prima per vincere la sfida della competitività – ha concluso il leader della Cisl Scuola nazionale – è la "materia grigia" ed essa non si trova nel sottosuolo, ma nelle scuole italiane. Lì va coltivata e fatta crescere. Esortiamo, dunque, il prossimo governo, a puntare sulla formazione e sull'istruzione, per fare recuperare centralità alla scuola italiana e vincere la sfida del progresso».

Difficile, per il resto, resta la situazione della scuola siciliana e catanese. Accanto a una riduzione anagrafica, che vede diminuire gli alunni dell'Isola di 40mila unità, i tagli del 2008 hanno comportato15mila tagli a personale docente e tecnico-amministrativo; nella sola Catania, sono 4500 i tagli subiti soprattutto a carico dei precari. Ma la Sicilia occupa l'ultimo posto nel 2° Rapporto sulla qualità nella scuola 2011 fatto dal mensile di settore "Tuttoscuola" e Catania, tra le province, occupa spesso i bassifondi della graduatoria.

«La scuola catanese e siciliana - ha rimarcato Giuseppe Denaro, segretario generale della Cisl Scuola etnea - si sostiene solo grazie all'abnegazione e alla professionalità di quanti vi operano, dai dirigenti, al personale ata e a quello docente, agli alunni e genitori.

Politica ed enti locali sono assenti o latitanti permanenti. La scuola elementare, il nostro gioiello di famiglia, è stato violentato: dall'anno scolastico 2006-2007, Catania ha subito il taglio di 281 classi, di 1431 docenti e la chiusura totale di 16 plessi. Il ritorno di fatto al maestro unico ha impoverito l'offerta formativa.

Non vi sono più i docenti per garantire un tempo scuola più lungo, quelle compresenze che erano vitali per aiutare i più bisognosi, i più svantaggiati. Grazie anche all'azione della Cisl abbiamo ottenuto altro personale amministrativo e altri 35 docenti di sostegno, ma la situazione della nostra provincia è ancora carente».

I tagli alla scuola hanno ripercussioni anche sociali. Per Alfio Giulio, segretario generale della Cisl catanese «le famiglie sono ulteriormente penalizzate, dai disagi della crisi e dalla mancanza di sostegno che la scuola può dare ai loro figli, non potendo offrire loro la giusta formazione ed educazione. La battaglia per una scuola adeguata alle necessità delle famiglie è una battaglia di civiltà».

«Il ruolo della scuola – ha sottolineato Gaertano Marziano, segretario territoriale per i problemi della scuola catanese - è di vitale importanza per il pieno rispetto di diritti costituzionali inviolabili dell'individuo. I tagli subiti hanno messo in grande difficoltà le scuole catanesi che non possono più rispondere ai bisogni del territorio. Basti pensare che a Catania quelle che offrono il tempo-pieno non arrivano al 3 per cento, mentre a Milano lo fa l'88 per cento».

Fonte  Foto:Ufficio Stampa

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CISL