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L'Italia che "frana". Maltempo e rischio idrogeologico nel "Bel Paese"

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La zona del messinese nuovamente flagellata dal maltempo

Non è tutta colpa del maltempo. Questo ormai lo sappiamo, abbiamo imparato a conviverci. È vero che contro le calamità naturali c’è poco da fare, ma qui non si tratta solo di questo. Negli ultimi giorni torna in primo piano nella cronaca giornalistica nazionale la situazione a livello di rischio idrogeologico delle nostre citta, dei nostri paesi lungo tutta la penisola.

Dopo il disastro-strage di Genova, frutto di incuria, scarsa attenzione e incapacità decisionale delle strutture preposte alla salvaguardia della popolazione, sembra che il maltempo non voglia dare tregua. Ieri, infatti, ha  copiosamente piovuto nella zona del messinese, poche ore di pioggia hanno ributtato la provincia nel caos, evocando, nelle menti dei cittadini, le tragiche ore passate durante l’alluvione del 2009.

Le scene apocalittiche di gente trascinata via dai fiumi di fango, abitazioni crollate e purtroppo tanti, troppi morti, hanno riaperto le polemiche su cosa è stato fatto in questi ultimi anni per cercare di almeno mettere in sicurezza le popolazioni che abitano i territori colpiti da questi disastri naturali.

Perchè se è vero da una parte che questi sono eventi imprevedibili, è altrettanto vero che molto, anzi moltissimo, può fare la prevenzione. Prevenzione nella pianificazione dell’espansione urbanistica, nell’analisi del territorio in cui si va a costruire, nella pianificazione delle vie di fuga per la popolazione e nell’organzzazione di strutture che prontamente possano farsi carico di porre rimedio ai danni, senza aspettare fantomatici aiuti dal governo centrale che poi non si sa quando arriveranno. 

È degno di nota il fatto che nessuna casa crollata nell’alluvione del 2009 fosse abusiva, tutte avevano regolare concessione edilizia, anche dove non si sarebbe dovuto costruire. Questo denota la mancanza assoluta di pianificazione urbanistica che abbia tenuto conto del rischio idrogeologico, in una zona dove i centri più danneggiati sono stati negli ultimi anni Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina, tra cui Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo.

Trentuno vittime, 6 dispersi, 29 feriti ricoverati e 1054 sfollati ospitati negli alberghi della zona, alcune delle frazioni raggiungibili soltanto a piedi o per via aerea.

E dopo il danno pure la beffa, è di pochi giorni fa la notizia della decisione del ministro dell’Economia di bloccare circa 160 milioni di euro, mai erogati fino ad ora, nonostante fossero stati stanziati proprio per mettere in sicurezza il territorio del messinese.

Fonte foto:nuovosoldo.wordpress.com

http://nuovosoldo.wordpress.com/2009/11/18/alluvione-a-messina-commissariamento-e-ricostruzione

Giuseppe Zappalà