A psicologi e avvocati si sono rivolti sia uomini sia donne. Registrati problemi tanto in famiglia quanto sul lavoro. Trovate soluzioni senza ricorrere alle forze dell'ordine
C'è chi era perseguitata da un'amica o chi in cattive relazioni col marito. Per entrambe è arrivata una soluzione senza ricorrere alle forze dell'ordine. Altre hanno in corso contatti con i professionisti dello Sportello primo soccorso stalking della Cisl. Sono le vittime di persecuzioni familiari o lavorative che si sono rivolte agli psicologi e ai legali del servizio messo a disposizione dalla Cisl etnea.
Lo sportello ha avviato la sua attività nel mese di febbraio 2011 e fino al mese di giugno ha già accolto diverse richieste, sia da donne sia da uomini. I problemi esposti hanno spaziato dalla famiglia alle amicizie e fino ai colleghi di lavoro. A tutti è stato dato un aiuto psicologico e informazioni sui supporti che la legge mette in campo per situazioni di persecuzioni.
Una delle donne era perseguitata da un'amica; ha ricevuto sostegno psicologico e ciò le ha permesso di affrontare la stalker riuscendo, con la propria fermezza, a determinare la cessazione degli atti di persecuzione senza l'intervento delle forze dell'ordine. Un'altra donna aveva problemi in famiglia; ha preso il coraggio di affrontare il marito e stabilire nuove regole nella loro relazione.
«Ogni giorno – dice Orazio Puglisi, psicologo dello sportello e coordinatore degli psicologi della Felsa Cisl – leggiamo di cronache che si basano su vicende che sconvolgono la tranquillità domestica. Incomprensioni nelle relazioni sociali o la convinzione che alcune persone possano appartenere ad altre scatenano momenti di aggressione e persecuzione di inaudita violenza. Questo è lo stalking».
«Tantissime vittime – aggiunge – sperano che l'oppressione come è iniziata possa finire senza alcun intervento diretto. Pensano che con le "buone" si possa convincere lo stalker a smetterla, che prima o poi si stanchi, che si possa instaurare una relazione "normale". Ma non succede così e le cronache spesso si riempiono di notizie tragiche».
«Lo stalker – spiega lo psicologo – fa leva su ogni piccola esitazione nei tentativi di allontanamento fatti dalla vittima, porta allo sfinimento le capacità di resistenza e sembra non capire le motivazioni all'allontanamento finché non decide che la vittima deve soccombere alla sua volontà a qualunque esito. Lo sportello svolge attività informativa di primo livello fornendo agli utenti le corrette conoscenze sulle tutele legali di cui può usufruire. Importante è anche il sostegno psicologico offerto, teso a rafforzare le capacità di contrasto che la vittima può mettere in campo affinché ogni attività di persecuzione possa essere affrontata nel migliore dei modi, con sicurezza e senza sofferenza da parte dei contendenti».
«Spesso le vittime di stalking – sottolinea Maria Angela Chisari, avvocato dello sportello – hanno bisogno di sostegno e informazioni che non sanno a chi chiedere e di sapere quali strumenti legislativi attivare per ottenere le giuste tutele».
Per Alfio Giulio, segretario generale della Cisl catanese, «è importante superare la ritrosia a denunciare le persecuzioni. Per tale motivo la Cisl di Catania, il coordinamento donne e gli psicologi Felsa hanno promosso lo sportello come opportunità di ascolto specifico dove poter ricevere tutte le richieste di aiuto e restituire il sostegno adeguato. La Cisl, infatti, con la sua presenza sui luoghi di lavoro, diventa soggetto protagonista nel sensibilizzare la fuoriuscita dal silenzio e mette a disposizione le proprie professionalità alle vittime dello stalking per guidarle e sostenerle».
Lo sportello di ascolto è aperto tutti i venerdì pomeriggio dalle 16 alle 18 o su appuntamento al numero della Cisl di Catania 095 317930
Fonte Foto:Ufficio Stampa
Comunicato Stampa
CISL
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