Lauricella junior era stato sottoposto ad intercettazioni volte a scovare il padre latitante e nelle quali è finito anche il n°10 del Palermo, il quale è stato addirittura fotografato in compagnia dell'erede del latitante.
Miccoli al momento non è indagato, ma potrebbe essere ascoltato presto come testimone.
Il salentino abita a ridosso del quartiere Borgo di Palermo, zona del boss Lauricella, dove due anni fa, durante una partita di campionato, subì una rapina in casa. Un fatto inquietante ma soprattutto non isolato, infatti, qualche mese dopo toccò ad altri suoi compagni di squadra subire rapine.
I primi furono Cavani, ceduto poi al Napoli, e Bertolo, fino ad arrivare all'aggressione, compresa di rapina e pistola puntata addosso, ai danni di Abel Hernandez.
Anni prima all'allora ds Rino Foschi fu recapitata una testa di capretto, chiaro segnale di avvertimento a stampo mafioso. Le indagini che ne seguirono resero noto che i boss avevano tentato invano di mettere le mani sul Palermo.
Questo però non è stato l'unico avvicinamento della mafia alla squadra rosanero. Il caso Miccoli fa emergere a galla vecchie paure. La sensazione è che qualcuno voglia provare nuovamente a controllare la formazione siciliana.
Segnali preoccupanti, dunque, per la squadra del presidente Zamparini.
Fonte foto: calciomercato.it
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Andrea Dragotta
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Palermo: scoppia il caso Miccoli













