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Giovani e lavoro, questione ancora irrisolta

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Catania, 24 agosto 2011 - Gli ultimi dati e studi sul lavoro dei giovani nel Mezzogiorno hanno confermato l'impatto pesante della crisi sui territori meridionali: secondo i dati Istat nel 2010, meno di 3 giovani su 10 hanno un'occupazione; il 57 per cento delle persone è a rischio povertà; il 77 per cento convive col rischio, con la deprivazione e con l'intensità di lavoro molto bassa. I dati confermano che la crisi colpisce soprattutto i giovani, in Italia i giovani che hanno perso il lavoro sono 500mila negli ultimi due anni.

In Sicilia, molti giovani in cerca di lavoro hanno deciso di emigrare verso altri Paesi e resta alta - il 77 per cento – la percentuale di quanti non lavorano, il lavoro non lo cercano e non studiano.

Anche i dati della provincia di Catania confermano la sofferenza: il tasso di occupazione è stato del 33,8 per cento (maggiore per gli uomini, 45,6 per cento; più basso per le donne, 22,1 per cento). A Catania, è del 50 per cento il tasso di occupazione giovanile e i "Neet" (coloro che non studiano né lavorano) sono oltre il 36 per cento.

I dati fotografano una situazione denunciata innumerevoli volte dalla Cisl di Catania, ancora troppe volte ignorata da una classe politica e di governo troppo impegnata a litigare, a occuparsi d'altro e a garantire posizioni e status quo.

«La questione giovanile attuale legata al mondo del lavoro – sottolineano Alfio Giulio, segretario generale della Cisl catanese, e Rosaria Rotolo, segretaria territoriale con la delega alle Politiche giovanili – resta ancora una questione irrisolta. Continuare a osservare impassibili è un lusso che nessuno può continuare concedersi, così come annunci ed espedienti tampone fatti a spot.

Soprattutto in questa fase delicata in relazione alla manovra correttiva, è il tempo della responsabilità, delle scelte coraggiose, anche se a volte impopolari per chi di consenso vive e vuole continuare a mantenere il proprio status. Ma riaprire le porte del lavoro ai giovani rappresenta per la Cisl un impegno politico imprescindibile, perché le criticità che investono i giovani alimentano la crescita di sofferenze e malesseri che aumentano e rappresentano un grave problema sociale per Catania».

La crisi degli ultimi due anni ha colpito soprattutto le parti più deboli del mercato del lavoro tra cui i giovani e le donne, occorrono urgentemente provvedimenti e interventi seri e concreti per diminuire i livelli di povertà e contrastare la negazione verso il sistema pensionistico.

Le proposte. «Occorre intervenire sul potenziamento del sistema formativo – ribadiscono – l'apprendistato ci sembra lo strumento giusto per riuscire a collegare l'alternanza scuola/lavoro attraverso percorsi veri di formazione e professionalizzazione che possono determinare maggiore stabilità occupazionale per i giovani. Allo stesso tempo occorre mettere in atto vere politiche attive del lavoro, che prevedono percorsi di riqualificazione professionale dei lavoratori per favorire la loro ricollocazione secondo le reali esigenze produttive che il contesto territoriale richiede».

Per Giulio e Rotolo, però, «occorre innanzitutto creare le opportunità di lavoro in un territorio come Catania, per tale ragione un ulteriore richiamo forte lo vogliamo fare a tutte le parti preposte a individuare e ad attuare valide strategie di crescita per Catania e la Sicilia, per attivare subito gli investimenti per lo sviluppo dei fattori di contesto per creare condizioni migliori che permettano di fare impresa in Sicilia. Costruire le infrastrutture migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, per rendere attrattivo il territorio e favorire maggiori insediamenti produttivi soprattutto di alta qualità, accompagnati da un vero credito d'imposta che favorisce l'assunzione di giovani e soggetti svantaggiati e nel rispetto della legalità premia le imprese sane».

Infine, Giulio e Rotolo fanno un appello: «Tutto ciò passa attraverso un'assunzione di responsabilità concreta e reale di sindacati imprese e istituzioni nella costruzione di un patto e la concretizzazione delle azione che producono lo sviluppo reale del Paese, continuare a parlare solo per dissentire non aiuterà i giovani e il loro futuro».

Fonte foto:job.newqui.it

http://job.newqui.it/files/2011/08/giovani-e-lavoro.jpg

Comunicato Stampa

CISL

Unione Sindacale Territoriale

CATANIA