In una città caotica come Palermo, le cui arterie sono perennemente intasate dal traffico cittadino, la soluzione per muoversi liberamente, ma soprattutto senza inquinare e vivere "verde" in fiero e moderno atteggiamento eco sostenibile con l'ambiente circostante, viene individuata nell'utilizzo delle biciclette. In ogni centro abitato che si rispetti bisognerebbe trovare piste ciclabili adeguate e a norma per tutti coloro che prediligono muoversi pedalando.
Purtroppo a Palermo, cosi come in molte città italiane, la situazione non è favorevole agli amanti del mai obsoleto velocipede, se pur ormai in chiave moderna, perché quelle poche piste ciclabili, se cosi possono essere definite, presenti in città, sembrerebbero impraticabili. Le piste ciclabili, oltre ad essere poche, sembrano non essere a norma perché troppo strette. Queste, infatti, dovrebbero essere larghe un metro e cinquanta, mentre misurerebbero appena ottanta centimetri.
La loro impraticabilità, però, non è dettata solo dalle loro dimensioni, ma anche dall'inciviltà delle persone e dal mancato controllo degli organi competenti. Vi sono, infatti, tratti che ogni giorno vengono trasformati in veri e propri parcheggi.
Alcune corsie ciclopedonali sono state circoscritte da un delimitatore di corsia, ma vengono ugualmente occupate da invasori veicoli parcheggiati senza scrupolo alcuno. Altre, addirittura, non solo vengono occupate da automobili in sosta vietata ma finanche da venditori ambulanti di frutta, verdura, pesce ed ogni altro genere di prodotto alimentare o chincaghieria di varia natura, invadendo le suddette corsie verdi con i loro mezzi, spesso pesanti. Anche alcuni bar si rendono complici e contribuiscono alla mancata percorrenza delle piste ciclabili esponendo tavoli e sedie proprio sui corsi preferenziali.
Tutti questi abusivismi sono sotto gli occhi di tutti, quotidianamente, ma in pochi intervengono come se tutto ciò fosse normale. Chi ne fa le spese è il povero ciclista che se pur all'interno della pista ciclabile deve fermarsi continuamente per scendere dalla bicicletta e attraversare a piedi quei tratti occupati irregolarmente.
Molti sono costretti a correre il rischio di pedalare per le strade tra le macchine, con la beffa che se poi, malauguratamente, dovesse accadere un incidente stradale si viene immantinente pure redarguiti per non aver utilizzato le piste atte al passaggio dei cicli, ovviamente quasi sempre occupate.
Non se la passano bene neppure i pedoni, i quali si vedono sfrecciare scooter e moto di grossa cilindrata nelle corsie ciclopedonali, cosa anche questa insostenibile.
La situazione, insomma, è veramente assurda.
Per trovare al più presto una soluzione al problema, il "Coordinamento Palermo Ciclabile" ha recapitato all'Ufficio Biciclette del Comune un documento in 13 punti con cui chiede di velocizzare l'iter per rendere efficienti le piste ciclabili.
I ciclisti, pedoni e tutti i retti cittadini palermitani ci sperano, ma finché certa gente continuerà a far ciò che vuole senza essere ammonita da nessuno, aleggerà sempre la sensazione di vivere in una sorta di Far West.
Fonte foto: pisteciclabilipa.altervista.org
www.pisteciclabilipa.altervista.org/margheritadisavoia2.html
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Palermo:Piste ciclabili impraticabili













