Tutto ciò mette in discussione l'immagine stessa della città, non solo di fronte ai cittadini palermitani ma finanche dinanzi a milioni di turisti, provenienti da ogni parte del mondo, che giungono nella "Città di Rosalia" per ammirare le bellezze che questa ha da offrire.
Di fronte a situazioni di grave disagio, le reazioni della gente sono molteplici ed inevitabili.
Guidati dall'esasperazione, magari avendo davanti casa montagne di immondizia, sono molti i cittadini che, per risolvere il problema in maniera, a parer loro, sbrigativa, danno fuoco nottetempo ai rifiuti dando vita a dei veri e propri roghi sparsi in varie zone della città, causando così il diffondersi di esalazioni tossiche altamente nocive sia per chi, passandovi vicino, involontariamente le inala sia per l'inquinamento dei terreni vicini sui quali le sostanze tossiche vanno a depositarsi.
Gli organi competenti non sono in grado, ad oggi, di risolvere il problema, sebbene la gestione commissariale che da alcuni mesi guida l'AMIA sembra abbia reso questa azienda un po' più efficiente. Nodi da sciogliere ce ne sono parecchi: dalle vasche della discarica di Bellolampo che si sospetta continuino ad inquinare le falde sottostanti, ai cassonetti che non vengono svuotati con regolarità, per finire sino alle vere e proprie discariche abusive lungo strade e marciapiedi.
Ci sono sempre meno operatori ecologici che fanno il proprio mestiere in maniera esemplare ma ci sono anche sempre più cittadini che, con poco senso di civiltà e a dispetto delle regole, contribuiscono, purtroppo, a creare cumuli di rifiuti speciali abbandonati.
Manca in città una vera e propria "presa di coscienza" da parte di autorità e semplici cittadini che inneschi una serie di interventi, comportamenti e reazioni a catena allo scopo di risolvere il problema una volta per tutte. La storia recente narra che le autorità si mobilitano in maggior misura in occasione di grandi eventi come quello del 3 Ottobre 2010 che vide la visita del Pontefice nel capoluogo siciliano.
In tre giorni le principali arterie della città furono ripulite e Palermo, almeno in quelle zone, tornò a splendere ma, ovviamente, solo per qualche giorno. Gli ottimi risultati conseguiti in quei giorni hanno accentuato l'indignazione della popolazione, poiché si è avuta la conferma che, nonostante grossi problemi quali quelli derivanti dall'incapacità delle discarica o dalla carenza di attrezzature, con l'impegno e la buona volontà la città si può migliorare, e il fatto che non si trovi ancora una soluzione efficace la dice lunga sull'impegno che è stato fin'ora profuso.
È di pochi giorni fa la notizia che il Comune di Palermo ha assegnato ad AMIA 30 nuovi autocompattatori acquistati con un finanziamento di circa 7,4 milioni di euro, assegnato dal C.I.P.E., che l'azienda pagherà con un canone annuo di 200 euro per ogni mezzo. La messa su strada è prevista entro poche settimane. Con questo innovamento AMIA punta ad un incremento dei servizi di raccolta giornaliera per cercare di migliorare il problema dei rifiuti e tenere le strade in uno stato più decente possibile. Ma, quand'anche l'AMIA dovesse riuscire a mettere in campo servizi più efficienti, saranno in grado i palermitani di adottare abitudini e comportamenti degni di una città civile?
Fonte foto:cittaduepuntozero.it
http://www.cittaduepuntozero.it/wp-content/uploads/2009/12/immondizia1.jpg
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Discariche a cielo aperto: una piaga per Palermo













