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Palermo: le Forchette rotte si presentano

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Il 25 giugno le Forchette Rotte si sono riunite a Villa Filippina.

Le aspettative erano elevate, gli indignati dovevano essere tanti, la meravigliosa Villa Filippina di Palermo è stata un palcoscenico perfetto, è solo mancata la "grande" rappresentazione. Non c'era la moltitudine di ragazzi che si era preannunciata nei giorni precedenti.

 

L'evento slitta di circa un'ora l'inizio fissato per le 16.00, il caldo è asfissiante e non consente la sosta sul verde prato di Villa Filippina. Sul palco la Iena Pif insieme a Giulia Innocenzi, la conduttrice di "Generazione Zero", lo spazio giovani di Annozero. Sono loro a gestire la staffetta, cronometro alla mano, tutti hanno la possibilità di esprimere la loro indignazione in cinque minuti.
Sul palco campeggia una grande forchetta rossa ma non rotta, è in polistirolo ed è una creazione di Nicola Sferruzza.

Si avvicendano sul palco: l'operatrice del call-center Accenture, la ballerina del Teatro Massimo, una mamma disoccupata, uno studente di Marsala, un attore e un musicista palermitano e tanti altri. Ognuno ha la sua storia da raccontare e la sua denuncia da esporre, dallo stipendio dimezzato al crollo del tetto di una scuola. Trascorrono piacevolmente tre ore, grazie anche all'ironia di Pif che, da siciliano doc, sa come non prendere e non prendersi mai sul serio quando è consentito.

Sono stati letti i messaggi di Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone ucciso dalla mafia, e di Roy Paci, sono lettere di sostegno a questi giovani che sperano nel cambiamento. In quest'ultimo periodo Palermo ha visto un proliferare di gruppi, da Addiopizzo a Libera, da Muovi Palermo a Pre-occupati, forse una compattezza tra questi movimenti avrebbe potuto garantire un maggiore successo dell'evento, non che il successo sia mancato, si spera però che quello del 25 giugno sia stato solo l'inizio, l'input per l'accensione di una macchina trasformatrice.

Oggimedia c'era, ha toccato con mano e sentito il grido di ribellione degli indignados siciliani, ha visto l'infinita distesa di sedie vuote che accentuavano maggiormente la mancata partecipazione e ha pensato che nonostante siano tanti i giovani che osannano al cambiamento, questi stessi giovani preferiscono poi restare comodamente seduti sul divano di casa mentre aspettano che siano gli altri ad urlare contro il cielo anche per loro. Mai convinzione è stata così errata.

Foto del redattore

Sabrina Ferrante