E' ufficiale, la crisi entra in carcere! Sembra, infatti, che abbia colpito quella parte nascosta o “dimenticata” della società. Da circa una settimana i detenuti del carcere Ucciardone di Palermo, ogni notte dopo le 23, protestano per richiedere l’aumento dei generi di prima necessità e per il sovraffollamento delle carceri. Anche gli avvocati, uniti alle rivendicazioni dei loro assistiti, hanno cominciato lo sciopero della fame.
Ogni notte dopo le 23 inizia la protesta e i detenuti denunciano il loro disagio, come hanno sempre fatto in ogni parte del mondo, battendo nelle grate pentole e coperchi. Le motivazioni del loro disagio sono: il più volte denunciato sovraffollamento, la mancanza di adeguati impianti climatici (né riscaldamento né condizionatore), carenza di personale e carovita dei prezzi di alcuni generi di prima necessità venduti all’interno delle case circondariali.
Intanto anche i sindacati di Polizia penitenziaria, Sappe, Cgil, Ugl e Cisl hanno segnalato alla direzione dell’istituto penitenziario «l’urgente disinfestazione dell’Ucciardone, la chiusura immediata della 7° e 3° sezione per carenze igienico sanitarie, quali muffe "Stachybotrys Chartarum", muri sgretolati dall'insistente umido nelle celle, la necessità d'interventi urgenti di manutenzione ordinaria, oltre che cattive condizioni della struttura e notevole carenza di personale di polizia. Le forze dell'ordine, infatti, sono costrette ad operare in situazioni di difficoltà e con scarsi livelli di sicurezza. – Si legge nella nota – ormai è prassi sorvegliare più sezioni e cancelli contemporaneamente, oppure disposti su più piani (un solo agente per controllare deve spostarsi per tre piani), oltre che doppi turni per tamponare la carenza di unità».
Secondo il sindacato, inoltre, «nell’istituto gravano condizioni igienico sanitarie e strutturali carenti, dalle zanzare, alle blatte, sino ad arrivare ai grossi ratti». Ma non è tutto, poichè a causa dell'umidità e della muffa il soffitto e finache le mura stesse cedono calcinacci senza preavviso alcuno mettendo a rischio l'incolumità dei detenuti. (l’edificio ospita i carcerati fin dal 1842 ndr.) Gli impianti idrici e fognari, inoltre, sono vecchi e arrugginiti, con perdite sia di acqua corrente che reflue con conseguenti esalazioni che inquinano gli stabili.
Quello che fu l’antico carcere borbonico ospita 590 carcerati, ma sino a poche settimane fa erano 630, secondo il Sappe “servirebbero almeno 100 agenti in più”.
Anche l’Unione Camere Penali sostiene la causa dei detenuti e dall’1 Giugno gli avvocati, entrati in agitazione, si sono mobilitati per la “staffetta della fame”, iniziata il 20 Aprile da Marco Pannella, per denunciare le condizioni incivili delle carceri. L’Unione Camere Penali Italiane denuncia, già da lungo tempo, la drammatica situazione delle carceri italiane. «Il sovraffollamento – dicono - più che un’emergenza è una cronica condizione e ancora alcun serio provvedimento è stato avviato per fronteggiare il problema».
L’Unione Camere Penali sostiene che il sovraffollamento sia la causa del crescente numero di suicidi (15 dall’inizio del 2011 ndr.), segnale drammatico delle condizioni di disagio fisico e psichico in cui vivono i detenuti. «Il Governo e gran parte della politica sono sordi alle nostre richieste di predisporre iniziative legislative idonee a tutelare i diritti dei detenuti e a contenere il sovraffollamento». Così dal primo giugno il presidente dell’Unione Camere Penali, Valerio Spigarelli è in sciopero della fame.
Lo sciopero ha coinvolto anche diecimila cittadini che sostengono l’azione di Marco Pannella in favore dell’amnistia e per la giusta detenzione e, com'è ovvio, tra questi anche i detenuti che, dal silenzio delle loro celle e con il rumoroso tintinnio del loro misero pentolame, chiedono migliori condizioni di vita in un luogo che sì deve essere di detenzione ma carto non in condizioni da terzo mondo.
Fonte foto: inviato speciale.com
http://www.inviatospeciale.com/2009/03/le-carceri-siciliane-sono-a-pezzi/
Federica Li Vigni
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Nel carcere dell'Ucciardone ogni notte i detenuti protestano













