Oggimedia intervista la D.ssa Lorena Sauli, responsabile provinciale della LAV (Lega Anti Vivisezione) di Enna, per comprendere meglio le tristi vicende che stanno segnando l'incantevole quiete cittadina ennese.
D.ssa Sauli, il territorio di Piazza Armerina conta un numero particolarmente elevato di cani randagi. Cosa è accaduto in quest'ultimo mese?
«Nel periodo di Pasqua ed ancora, una settimana fa, in alcuni quartieri di Piazza Armerina, sono stati rinvenuti diversi cani randagi deceduti per avvelenamento».
E' corretto dire che, in totale, ne sono stati uccisi circa 30 solo nell'ultimo mese?
«In realtà, non si può fare una stima corretta. Le spoglie dei cani rinvenuti dai cittadini o dai netturbini, venivano buttati nei cassonetti o seppelliti, pertanto non si poteva più intervenire».
Intervenire in che termini?
«C'è un'ordinanza ben precisa in cui vengono definite tutte le competenze e le responsabilità di ciascuna autorità. Per la precisione, il sindaco deve intervenire con la bonifica del territorio e la cartellonistica entro 48 ore dal decesso del cane randagio per avvelenamento o per sospetto avvelenamento; inoltre, è necessario intensificare i controlli delle forze dell'ordine e, ancora, l'ASP deve immediatamente prendere le spoglie dell'animale, portarle all'Istituto Zooprofilattico competente del territorio e, da questo momento è necessario conoscere gli esiti per capire di che veleno si tratta».
Se le procedure sopraelencate non vengono espletate, quali ulteriori rischi possono sopravvenire?
«Se i giusti interventi non vengono effettuati, non solo corrono rischi i randagi sopravvissuti ma anche le persone; questi veleni, infatti, agiscono molto spesso per contatto quindi se un bambino o un adulto malauguratamente dovesse toccare un'esca avvelenata potrebbe subire seri danni».
La LAV come sta procedendo per cercare di mettere un freno a questo massacro?
«Abbiamo realizzato degli avvisi pubblici in collaborazione con i Vigili Urbani in cui si ricorda che avvelenare un animale è reato ma al di là di questo, purtroppo, non è stato fatto altro; le autorità competenti continuano a stare in silenzio e a non far nulla».
In questo momento, quanti cani randagi si contano sul territorio di Piazza Armerina?
«Ne sono rimasti una ventina. Originariamente erano tantissimi. Li monitoriamo giornalmente soccorrendoli dal punto di vista sanitario ed alimentare; in questi giorni, per esempio, stiamo curando un cane affetto da leishmaniosi».
D.ssa Sauli è riuscita a dare una spiegazione allo sterminio di questi poveri randagi?
«Purtroppo, gran parte della stampa ha diffuso false notizie parlando di aggressioni mai avvenute nella realtà dei fatti. Abbiamo diffidato un blog perché di fatto creava allarmismo ingiustificato, fomentando la violenza contro i poveri randagi».
Il fenomeno del randagismo, da quali leggi viene regolamentato?
«La Sicilia, essendo una regione a statuto speciale, ha una regolamentazione diversa da quella nazionale. Si fa riferimento alla Legge 15/2000 che prevede una serie di responsabilità ai Comuni, alle ASP, agli Istituti competenti per far fronte al fenomeno del randagismo. Inoltre, viene sottolineata la procedura per la sterilizzazione dei cani randagi».
In Italia, quali regioni sono particolarmente vicine a questo fenomeno?
«Sicuramente le regioni del nord; la maggior parte di esse è seriamente organizzata. Da Roma in giù inizia il degrado, perché tutto è affidato nelle mani dei canili che lucrano sui cani senza alcuna attenzione nei loro riguardi e nelle mani di tantissimi comuni che non rispettano la legge».
In conclusione della nostra intervista, quali provvedimenti, a suo avviso, sono necessari per limitare il fenomeno del randagismo?
«La sterilizzazione è importante non solo per i cani randagi ma soprattutto per i cani padronali perché i randagi sono i figli dei cani padronali non voluti. Tanti di loro, infatti, vengono abbandonati e diventano randagi incrementando così la popolazione dei vagabondi. Se viene eliminato il calore, il branco, le cucciolate molti problemi iniziamo a risolverli. Il randagismo non scompare nel giro di poco ma nel corso degli anni si possono vedere delle differenze sostanziali».
Foto di Francesco Marino
Melania Costantino
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Piazza Armerina (Enna): Sterminio di cani randagi













