Questi alcuni degli aggettivi che tanti catanesi hanno proferito nei confronti dei responsabili che hanno fatto svegliare la propria città con uno sfregio in più che taglia l'anima.
Suona un po' strano, nonostante il gesto sia stato compiuto a tarda ora, come nessuno abbia potuto non accorgersi di ciò che stava avvenendo, vist'anche la posizione particolarmente visibile del sito.
Per questo, l'associazione antiracket ha lanciato un accorato appello ai catanesi, esortando, chiunque abbia notato qualcosa, di farsi avanti in modo da poter individuare e punire chi si è reso responsabile di tale gesto.
Il tutto tra l'altro, è avvenuto a pochi giorni di distanza dalla ricorrenza del 19° anniversario della strage di Capaci, che aveva visto milioni di siciliani unirsi insieme per gridare NO alla mafia.
Abbiamo intervistato alcuni dei giovani, presto accorsi attraverso un veloce tam tam in città,che abbiamo trovato presenti sul luogo del misfatto, probabilmente proprio nei minuti successivi al clamoroso gesto vigliacco, che hanno voluto protestare, mediante i nostri microfoni, contro questo infamante atto vandalico.
«Sono convinto che si tratti solo di un gesto provocatorio, magari solo di un mitomane in cerca di gloria, e non certo di un atto manifesto della criminalità organizzata, ma in ogni caso siamo ugualmente qui a testimoniare che anche di fronte alle provocazioni noi non cediamo – ci dice con fil di voce Carlo, uno dei ragazzi che affollano quel tratto di strada».
«Siamo presenti per dimostrare, e sempre dare, la nostra partecipazione e perché tutte le illegalità, piccole o grandi che siano, non restino impunite o peggio accolte nell'indifferenza o nel silenzio, bisogna, invece, resistere e combattere – aggiunge Carlotta, studentessa aretusea che sembra quasi scappata di casa in abiti da fuga dopo un terremoto per giungere il prima possibile – questa città...(bip bip)...deve reagire, noi non ci stiamo>>.
«Credo sia solo un gesto estemporaneo e non organizzato – ci racconta Mirko – questo è solo un cretino in caccia di notorietà, anche se gli consiglio di non passare per lungo tempo da qui, ovviamente è solo un consiglio giammai una minaccia, poiché noi rispondiamo a questa gente invece che con la violenza prestando ancor di più la nostra presenza. Ricostruiremo presto, molto presto, il murales, ci vuole ben altro per fermare la parte sana di questa città, - e poi nel suo forte ma pregno vernacolare aggiunge – "n'avissuna ammazzari tutti pari, ma non cià ponu fari".(Traduciamo per i fuori distretto: "Ci dovrebbero uccidere tutti quanti, ma non credo che ci possono riuscire")
«Il Murales realizzato dall'Associazione "AddioPizzo" è stato creato durante questi giorni in memoria della ricorrenza per il 19° anno della strage di Capaci, per questo sfregio qualcuno dovrà pagare – grida forte Melania che aggiunge – e dovrà farlo in una sede legale».
«Siamo qui semplicemente per dimostrare a chi ha compiuto questo infame gesto, che definirei squallido, che può farci solo uno sgambetto. Noi ci rialzeremo e continueremo a camminare sempre a testa alta – ci spiega Roberta - perché siamo qui per difendere le nostre idee, i nostri ideali e MAI, dico MAI, ci piegheremo. Faremo tutto sempre in maniera civile, vivendo nell'amore, perché riteniamo che un giorno tutti dovranno rispondere dei propri orrendi crimini».
«Noi gente comune, noi ragazzi, noi studenti in giurisprudenza, vogliamo seguire le orme del giudice Falcone e non ci arrenderemo sicuramente davanti a questi gesti miseri e vili. I nostri esempi da seguire sono molto più forti di voi, perché loro - e punta il dito contro il murales un appassionato Marco – sono e resteranno sempre dentro di noi».
La stessa associazione inoltre ha fatto sapere che, nonostante profondamente indignata da tale gesto, andrà avanti comunque nel nome del ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per questa terra.
Oggimedia ringrazia tutti coloro i quali hanno voluto testimoniare il proprio dissenso.
...non restano che delle candele accese mentre ci allontaniamo.
Fonte foto: Maria Narciso
Maria Narciso e Roberta Tomaselli
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Catania:Vernice rossa sul volto di Falcone – Il gesto infame di un provocatore, oppure un messaggio intimidatorio della criminalità?













