È una sentenza pericolosa quella emessa dalla prima sezione della Corte d’appello di Catania che ha condannato il giornalista e blogger ragusano Carlo Ruta ad un’ammenda di 150 euro per il reato di stampa clandestina.
La legge è risalente addirittura al 1948 (strano sia sfuggita al semplificatore Calderoli), legge che non veniva applicata, come ricordano in molti, da almeno 30 anni.Il giudice ha deciso che i blog personali (non testate giornalistiche on-line), presenti in quantità su internet, debbano essere equiparati ai quotidiani cartacei se questi si occupano di informazione, da qui l’obbligo di sottostare alla stessa regolamentazione delle testate giornalistiche, in primis la necessità della registrazione.
La mancata registrazione, sempre secondo il giudice, ha prodotto la violazione della sopra citata legge che condanna il blogger per stampa clandestina.
Ma partiamo dall’inizio: lo storico e giornalista ragusano Carlo Ruta teneva un blog, “accadeinsicilia.net”, poi oscurato, in cui raccontava vicende di malaffare e di connivenza tra politica, mondo degli affari e criminalità organizzata. L’allora procuratore di Ragusa, siamo nel 2005, aveva denunciato il blog gestito dallo stesso Ruta, perché a suo dire era stato danneggiato da alcuni interventi trattati.
La sentenza di primo grado del tribunale di Modica del 2008 aveva fatto discutere, scatenando un tam tam sul web con tanto di petizioni a favore della libertà di stampa. Adesso dopo la sentenza d’appello incombe sul procedimento la prescrizione. Il legale rappresentante di Ruta, però, ha dichiarato che ricorrerà in Cassazione per cercare di ribaltare una sentenza che «è gravemente illiberale in quanto non tiene in considerazione i principi che garantiscono la libertà di stampa e d’informazione: elementi essenziali della democrazia».
La vera questione sostanziale è che se la Cassazione dovesse confermare la sentenza di appello, il reato di stampa clandestina sarebbe applicabile anche per altre migliaia di blog presenti sul web che si occupano direttamente o indirettamente d’informazione, e che potrebbero subire la stessa sorte di “accadeinsicilia.net”.
Fonte foto:linkiesta.it
http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/immagine_620_fixed/uploads/articolo/immagine-singola/Ruta.jpg
Giuseppe Zappalà
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Il giornalista ragusano Carlo Ruta condannato in appello per stampa clandestina













