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Il caos della raccolta differenziata a Catania

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Carta, vetro, umido, non umido, differenziabile, non differenziabile. Per molti cittadini catanesi è questo il problema. Il Comune di Catania ha deciso di adeguarsi alle norme europee avviando la raccolta differenziata, fissando giugno come mese ufficiale d'avvio. Ma il popolo catanese è forse pronto per questo passo di civilizzazione? Quanti di noi sanno già qual è la differenza tra un cartone di latte e il cartone della pizza? Sapere la giusta collocazione dei rifiuti differenziati non è poi così facile e di sicuro il Comune non sta di certo aiutando i suoi cittadini nell'arduo compito. Basta farsi un giro per le strade per accorgersi che i nuovi cassonetti sono stracolmi sì di rifiuti ma per nulla differenziati. Carta, cartone e umido continuano a convivere pacificamente sia nel cassonetto indifferenziato che in quello dedicato alla raccolta di carta e cartone. Quello che sicuramente salta all'occhio in tutto questo marasma di rifiuti è la mancanza di una campagna di sensibilizzazione.

I cassonetti sono spuntati da un giorno all'altro sostituendo i vecchi contenitori indifferenziati, ma dove sono le brochure informative che spiegano ai cittadini come suddividere i rifiuti? Se l'intento del Comune era quello d'iniziare un processo di educazione alla differenziazione il risultato non sembra essere dei migliori. Per non parlare di taluni comuni dell'hinterland dove addirittura si è già avviata la raccolta porta a porta senza aver fornito i singoli cassonetti ai cittadini. Così all'improvviso in una serena giornata di maggio i cassonetti sono spariti dalle strade e la spazzatura è rimasta nelle case. È certamente giusto responsabilizzare i cittadini ma forse bisognerebbe anche fornire qualche strumento informativo in più, soprattutto perché non tutti sono in grado di reperire le giuste informazioni, come gli anziani, ma non solo, che così facendo rimarranno in balìa dei propri rifiuti finendo col rinunciare a priori ad ogni qualsiasi forma di differenziazione.
Così, quindi, come attualmente formulato, l'intervento di raccolta differenziata sembra più una mossa affrettata per un adeguamento pro forma alle norme europee e non di certo una scelta consapevole di salvaguardia dell'ambiente per il nostro benessere. Ciò che poi preoccupa maggiormente è la possibilità di vedersi fioccare multe al solo scopo di rimpinguare le casse del Comune senza aver avuto la possibilità di capire realmente e in modo consapevole come funziona la raccolta differenziata.

Foto del redattore

Tania Bonsangue