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Palermo: presentato "Un cielo senza stelle", omaggio a Norman Zarcone

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Si è svolta questa mattina a Palazzo Jung in via Lincoln la presentazione del dvd "Un cielo senza stelle", omaggio a Norman e a quanti hanno creduto in un'idea". L'aula Carlo Alberto Dalla Chiesa al primo piano era gremita, parenti e amici ancora una volta si sono stretti intorno alla famiglia Zarcone. Norman è il giovane dottorando in Filosofia del Linguaggio che il settembre scorso si tolse la vita gettandosi dal terrazzo al settimo piano della facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo.

"Un cielo senza stelle" è la canzone che Norman aveva scritto insieme al padre, una dedica alle vittime di mafia. Questa è tante altre sono il sottofondo musicale del video: Anima, carne e sangue è una dedica di Claudio a Norman ed è cantata da Giusy Graziano, madre del giovane; eNneZeta è un brano scritto e interpretato dagli amici Giovanni Liguri e Gabriele Confaloni. Il Presidente del Consiglio Provinciale Marcello Tricoli affiancando Claudio Zarcone ha sostenuto la presentazione del dvd, mostrando l'impegno di voler diffondere il video nelle scuole superiori di Palermo affinché il gesto di Norman non venga dimenticato.

L'Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Giampiero Cannella, intervenuto alla conferenza ha evidenziato che il gesto estremo compiuto da Norman fosse qualcosa che gli bruciava dentro: «Anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno sacrificato la loro vita per difendere degli ideali che sono gli ideali delle stragrande maggioranza dei cittadini di Palermo i quali in molte circostanze hanno dimostrato di fare parte della Palermo che ci piace». «Mio figlio Norman ha lasciato un messaggio fortissimo – dice Claudio Zarcone - il suo gesto è un appello al libero pensiero ed è così che voglio sia ricordato».

Chiediamo alla nonna di Norman di parlarci di lui, le sue poche parole mostrano quanto sia immenso il vuoto lasciato.

Che nipote era Norman?

«Norman era un nipote meraviglioso, era il ragazzo perfetto, nessuno mai gli diceva di andare a studiare. Io avevo in casa entrambi i fratelli e quando Norman rientrava la sera tardi e mi trovava in pigiama sveglia mi abbracciava forte forte».

La proiezione ha inizio, dentro è buio, con le luci spente le immagini di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino si mischiano agli scatti del giovane dottorando, cala il silenzio e la commozione inonda la sala.

Foto del redattore

Sabrina Ferrante