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Nascono il “Morbido di Sicilia” e “10Dieci. Lode”: i nuovi formaggi ovini siciliani

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Palermo 09-03-2011. Si è svolta questa mattina a villa Malfitano, in via Dante a Palermo, la presentazione di due nuovi tipi formaggi di pecora: il "Morbido di Sicilia", fresco e spalmabile, ed il "10Dieci. Lode", fette di latte 100% siciliano, entrambi versatili e innovativi nel loro utilizzo

La manifestazione, a cui hanno partecipato il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo insieme all'assessore regionale delle Risorse Agricole e Alimentari Elio d'Antrassi e al presidente della Coldiretti Sicilia e commissario dell'Associazione regionale allevatori della Sicilia (Aras) Alessandro Chiarelli, è stata anche l'occasione per lanciare il "Piacentinu Ennese" riconosciuto come DOP lo scorso 14 febbraio. Si tratta di un formaggio a pasta compatta e pressata, ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci.
«Ai due formaggi 100% ovini  – ha dichiarato Alessandro Chiarelli - è stato riconosciuto il marchio Italialleva, bollino concesso dall'Aras finora a 110 aziende siciliane e che sarà a breve pubblicizzato anche sulle reti nazionali. I prodotti saranno immessi prima in un circuito regionale costituito da Despar, Coop e Ipercoop, mentre sono in corso delle trattative con Conad. Il prezzo - ha aggiunto - sarà concorrenziale e una volta provata quest'esperienza con il pubblico siciliano ci immetteremo sul mercato internazionale. Il prossimo passo sarà quello di lavorare sull'agnello siciliano che in maniera indecorosa è venduto a 3 – 3,20 euro al chilo e stiamo cercando accordi di filiera per portarlo al doppio del prezzo e così valorizzarlo».
Secondo il presidente della Regione, Raffaele Lombardo «Caratterizzare i prodotti locali, commercializzarli direttamente e promuoverli consente di superare quel grave handicap costituito da una catena di commercializzazione che fa crescere i costi per i consumatori e molto spesso li ha ridotti al minimo per i produttori. Bisogna saltare molti di questi passaggi parassitari, di sfruttamento puntando direttamente sulla valorizzazione del nostro prodotto. Siamo partiti dal latte fresco – ha aggiunto - e successivamente toccherà al pane e al vino per porre fine a 30 anni di "politiche agricole fallimentari. Il giovane tenta di fare aprire un'attività nel settore della produzione agricola, ma ci rimette le penne e poi molla e se ne va. Ecco perché queste condizioni di crisi. L'agricoltura siciliana, per via delle politiche precedenti, è in ginocchio. La stiamo lentamente risollevando senza bisogno di investire. Chissà quanti soldi si sono sprecati in passato – ha proseguito il presidente della Regione siciliana - con il risultato che è sotto gli occhi di tutti: il grano, le arance e il latte a meno del costo di produzione. La Gdo – ha concluso Lombardo - sta facendo finalmente, con l'appoggio dignitoso della Regione, un lavoro di esportazione del nostro prodotto anche fuori dalla Sicilia. E' questo che chiediamo alla grossa distribuzione».
Secondo l'assessore D'Antrassi: «Bisogna ristabilire le condizioni perché la produzione guadagni e quindi possa reinvestire i guadagni in qualità e quantità. Abbiamo purtroppo troppe nicchie che si sono dedicate per cui a vendere lo sfuso e possibilmente non nel circuito regionale. E' fatto obbligo da questa amministrazione regionale, laddove possibile, di ricollegare le eccellenze qualitative col mercato di prossimità attraverso la collaborazione della Gto siciliana».

Fonte foto: www.terra-multimedialeagricoltura.it

Antonello Ciccarello