Mobilitazione anche per le donne modicane domenica mattina 13 febbraio in piazza Matteotti. La manifestazione, indetta dalle donne di tutta Italia in difesa della dignità femminile a seguito degli avvenimenti politici attuali, è sorta in modo spontaneo anche a Modica ed ha visto una soddisfacente partecipazione di donne e di uomini.
Numerosi gli slogan preparati per l'occasione: "Se non ora quando" è lo slogan nazionale della manifestazione, "Possiamo desiderare un futuro migliore" grida un altro striscione, "Non è un fatto morale ma un fatto sociale", "Il rispetto è la legge tutto il resto è spettacolo", "Difendiamo la nostra dignità", "Il vero gossip, ho trovato lavoro. Luisa (33anni)", "Siamo donne oltre le gambe c'è di più". Queste le parole usate per dire basta al modo di considerare la donna da gran parte della società attuale. Un "no" che si scaglia contro l'idea della donna oggetto del desiderio e strumento di potere.
Protesta che proviene soprattutto da chi ha lottato per i diritti della donna, per la sua libertà ed emancipazione, e vede adesso stravolti i valori per cui ci si è battuti «ci sono donne che hanno deciso di prostituirsi per avere la strada spianata, ma la libertà proclamata storicamente è un'altra cosa, la libertà sessuale era contro la verginità e per l'amore libero nel suo aspetto privato e personale, non pubblico. La prostituzione delle donne oggi è mentale più che corporea» dichiarano alcune organizzatrici membri della Consulta Femminile di Modica. «Quello che le donne hanno oggi è dovuto alle lotte del '68, ma la libertà della donna non deve essere scambiata per prostituzione e asservimento al successo e al potere. Stiamo vivendo un periodo di regressione dei valori e dei diritti, anche per quanto riguarda il diritto al lavoro, i diritti sociali. La manifestazione, infatti, riguarda i diritti negati in generale, non solo della donna, ma anche dei giovani, degli emarginati sociali» spiegano i manifestanti ad Oggimedia.
Presenti accanto alle donne anche associazioni tra cui l'Avis, il Sindaco, l'Assessore ai beni culturali e numerosi uomini, mariti e compagni. L'incontro si è rivelato un momento allegro di condivisione e solidarietà. Come affermano le organizzatrici, è nato in modo spontaneo e la speranza era di coinvolgere ragazze giovani più che donne adulte. Si ritengono però soddisfatte del successo e delle 300 firme raccolte nella mattinata. Il movimento, sviluppatosi in rete attraverso il blog "Se non ora quando", ha coinvolto anche altre città della provincia iblea, Ispica, Pozzallo, Chiaramonte, Vittoria e Ragusa, con larga partecipazione dei cittadini, sia donne che uomini.
Paola Fidone
Fonte foto:redazione
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"Se non ora quando", donne manifestano anche a Modica













