Realizzare un videogioco in sole 48 ore: era questo il grande obiettivo degli organizzatori del Global Game Jam, giunto quest’anno alla seconda edizione. Ovviamente i vari team che hanno lavorato a quest’impresa, persino di notte, sulla carta impossibile per i comuni mortali, ce l’hanno fatta. L’evento, organizzato dall’associazione E-Ludo Lab e che si è svolto presso la Facoltà d’Ingegneria di Catania (in contemporanea con altre città) ha riscontrato un notevole interesse: c’è stato spazio anche per i tornei dei videogame più celebri (basti pensare al conosciutissimo gioco di calcio PES), ma anche per la realizzazione di giochi da tavolo e per il cosplay.
Oggimedia ha incontrato la presidentessa della E-ludo Lab Ambra Bonaiuto, che ci ha parlato in generale del Global Game Jam: «Rispetto all’anno scorso – sottolinea Bonaiuto – abbiamo deciso di aprire l’evento a tutti: la scelta è stata azzeccata, anche grazie all’aiuto prezioso del gruppo “Aldebaran” e di “Palermo in Cosplay”, che si sono occupate delle attività collaterali. Abbiamo così cercato di racchiudere in tre giorni tutto quello che riguarda l’essenza del gioco: il nostro Jam di Catania è sicuramente il più grande d’Italia».
Alla Bonaiuto chiediamo quali sono i punti di forza dei tanti ragazzi, giunti da ogni parte del mondo, che stanno dietro le quinte di quest’autentico “festival del gioco”: « Il Global Game Jam va avanti grazie alla creatività e al fatto di mettersi sempre in gioco. Gruppi di grafici, sviluppatori, scrittori, programmatori e designer si sono infatti uniti senza conoscersi, dando vita ad una “marmellata” (Jam, ndr), cioè un videogioco in grado di soddisfare il giocatore. Loro sanno bene che il Global Game Jam è una grand’occasione da sfruttare, visto che il settore dei videogiochi è in buona salute. Noi, nel nostro piccolo, cercheremo di aprire loro le porte del mondo del lavoro, senza lasciarli soli: così potranno tranquillamente sviluppare i loro videogiochi e metterli nelle varie piattaforme».
Presso l’aula magna della facoltà d’Ingegneria si è tenuta poi la presentazione di alcuni giochi a cura del vice-presidente di E-Ludo Lab Salvatore Mica. Si sono così alternati l’Alcapa Games con il gioco “Bacteriovirus” (dedicato al corpo umano), la Piwot Games con “Bad Tank” (un arcade game), la Just2Play con “Splatomato” (protagonista un pomodoro, in stile anni 90) e la Reibe Studios che ha realizzato un divertente corto in 3D dal titolo “Froggy is back”.
Dopo l’intervento di Massimiliano Cuccia, sviluppatore di giochi da tavolo, che ha mostrato le sue ultime creazioni mettendo in evidenza l’insolita presenza dei mattoncini Lego, è stata la volta del noto giornalista ludico e game designer Andrea Angiolino (in videoconferenza), che ha spiegato l’importanza dei giochi nella società contemporanea: «Il gioco parla è un prodotto culturale che mette in scena una determinata visione del mondo. Anche il più semplice dei giochi comunica qualcosa, visto che veicola emozioni. Inoltre è importante che ci siano tre elementi: il tema, i materiali e soprattutto i meccanismi. Basti pensare alle ferree regole degli scacchi, dove è rappresentata una battaglia di due schieramenti opposti o ai più classici giochi di simulazione dove ogni regola cerca di rispettare al massimo le dinamiche della realtà. Chi fa poi parlare il gioco deve dimostrare di essere eclettico e al passo con i tempi ma soprattutto guardare con interesse agli altri giochi: solo così il prodotto che uscirà sarà gradito al giocatore».
Foto a cura del redattore
Da sinistra: Ambra Bonaiuto e Salvatore Mica
Pasqualino D’Amico
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Global Game Jam: l’essenza del (video)gioco













