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50MILA PRATICHE DI INVALIDITA' ANCORA INEVASE

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Le commissioni mediche non usano il formato telematico previsto
Giulio (Cisl Catania):«Dall'istituto e dall'Asp negata ogni interlocuzione seria e concreta con i sindacati». Rogazione (Servizi Cisl):«Arretrati di oltre un anno da smaltire con una task force. Ma gli enti siano in sintonia con le procedure». Catania, 13 GENNAIO 2011 - Sono oltre 50mila le pratiche di invalidità civile ferme all'Inps di Catania. Si tratta di nuove richieste e di pratiche di revisione sanitaria che aspettano da almeno un anno.

«È ormai una situazione insostenibile – denuncia Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania – migliaia di cittadini aspettano una risposta ma la cosa più incredibile è che ai nostri patronati viene negata qualsiasi interlocuzione seria e concreta con i responsabili di Inps e Asp. Lasciando gli operatori nell'eterna incertezza e gli utenti, tra cui molti pazienti oncologici, con le loro famiglie, e spesso perfino gli eredi, nell'inquietudine e nella disperazione. C'è gente che muore senza aver riconosciuto il proprio diritto ad avere l'assegno né il suo ripristino dopo la revisione».

Dal mese di gennaio 2010, la nuova procedura dell'Inps per liquidare le pratiche prevede che le commissioni mediche che esaminano le richieste e le revisioni delle pensioni titolari redigano i loro verbali in formato digitale. Ma l'Asp di Catania si ostina ancora a usare un proprio formato e non si adegua a quello telematico dell'istituto.

«Già a ottobre 2010 avevamo chiesto un incontro – dice Giacomo Rogazione, responsabile dei servivi della Cisl etnea – che mettesse a confronto l'Inps, l'Asp e le organizzazioni sindacali. L'ammontare delle pratiche inevase era oltre le 50mila. Abbiamo rinnovato la richiesta a novembre ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Il problema è che i ritardi si accumulano e le pratiche inevase anche. A tutt'oggi non sappiamo quante siano state liquidate e quante di nuove se ne siano aggiunte».

«A questo punto – dicono Giulio e Rogazione – si rende necessario costituire una vera e propria task force che affronti la situazione per smaltire il monte di arretrati accumulati. Ma occorre che le parti siano sintonizzate sulle procedure altrimenti è tutto vano. E che si decidano entrambi a parlare con le organizzazioni sindacali che ogni giorno con i patronati assistono famiglie bisognose e sempre più disperate».

Fonte foto:milocca.wordpress.com

Comunicato stampa CISL Catania