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La scuola è.......finita!

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La scuola è "alla merendina"!

Il vice preside di una scuola dell’agrigentino, e precisamente a Ravanusa, chiedeva il pizzo al ristoratore per vendere le merende durante la ricreazione.

Nel nostro paese, oramai, siamo abituati alla corruzione. Dai lontani anni bui di “Tangentopoli”, l’Italia sembra non essersi mai staccata del tutto. Sono cambiati i personaggi, gli interpreti e spesso anche i metodi, ma la sostanza è sempre la stessa. Siamo un paese fondato, a differenza di quanto dice la nostra costituzione, sulla corruzione.

Fa male dirlo, molto male, ma questa è la realtà che ci viene posta sotto il naso tutti i giorni. Basta guardare un qualsiasi TG o sfogliare un quotidiano alle pagine della cronaca, non passa giorno senza trovare una notizia di un arresto o un’indagine su qualche caso di corruzione.

Quella di cui vi diamo nota, è una notizia che farebbe quasi sorridere se non fosse in realtà molto triste per l’immagine che la classe dirigente di questo paese offra di se stessa.

Il dirigente scolastico agrigentino, infatti, è stato arrestato dai carabinieri in flagranza di reato per concussione, reo di aver chiesto il pizzo ad un ristoratore locale per effettuare il servizio di vendita di prodotti alimentari all’interno della scuola. Una mazzetta di 300 euro al mese; era questo il prezzo chiesto dal dirigente scolastico all’imprenditore. Le indagini delle forze dell’ordine sono partite dopo la denuncia dello stesso ristoratore.

Il prezzo iniziale era di 500 euro poi sceso, dopo una trattativa, a 300. Fortunatamente questa volta la vittima ha denunciato ed ora, dopo l’arresto, le indagini sono ancora in corso per individuare eventualmente altre responsabilità. La trappola è scattata all’uscita di un bar dove la vittima e il vice preside della scuola si erano incontrati, per la consegna della busta contenente il denaro pattuito. Dopo la consegna, all’uscita, i carabinieri si sono presentati ed hanno contestato il reato al dirigente scolastico arrestandolo e traducendolo per direttissima presso la casa circondariale di Petrusa ad Agrigento.

 Fonte foto:ragusanews.com

Giuseppe Zappalà