«Il confronto con testi, pubblicazioni, linee guida ed esperienze maturate in altre realtà sanitarie – ha sottolineato Loredana Sucato - è stato il denominatore che ha sotteso la stesura dell'intera procedura, allo scopo di redigere un documento affidabile per la parte tecnica. La procedura, che ha richiesto un lungo lavoro di ricerca e analisi, è stata tracciata ipotizzando il contributo di un medico legale comunque reperibile e in grado di raccogliere i reperti di interesse medico legale, la cui consulenza è imprescindibile per una più ampia tutela della donna».
Le criticità da affrontare riguardano soprattutto la gestione di alcuni aspetti di interesse strettamente medico legale come, per esempio, la raccolta e la gestione dei reperti (tracce dell'aggressore sul corpo o sulla biancheria della vittima): «In questo contesto è fondamentale una collaborazione con i magistrati specialisti in materia – ha detto la Scavo – in considerazione del fatto che sussistono particolari fondamentali per il proseguo del giudizio che spesso per gli operatori sanitari non sono indicatori: occorre una formazione costante e specifica per la sensibilizzazione e la diffusione di protocolli d'indagine che possano portare a risultati concreti».
I componenti del tavolo si occuperanno di diversi aspetti: dall'assegnazione della responsabilità per la raccolta dei reperti e per la custodia degli stessi, alla costituzione di un'equipe (costituita da ginecologo, medico-legale, psicologo e assistente sociale) in grado di garantire in pronta disponibilità un servizio assistenziale nell'ambito dei presidi ospedalieri provinciali. Gli esperti, inoltre, segnaleranno la necessità di garantire al personale chiamato ad effettuare l'assistenza alla donna, la fornitura di attrezzature e materiale di consumo (congelatore, kit monouso, ecc).
All'interno del progetto è prevista anche la traduzione (nelle lingue: inglese, francese, russo, cinese, arabo) dei moduli contenenti l'informativa da rendere per l'acquisizione del consenso informato e del depliant riguardante i servizi presenti sul territorio. «Considerato che è probabile che ad esser vittime di violenza sessuale siano anche donne straniere – ha concluso il direttore Barbagallo - appare irrinunciabile dotare i servizi di accoglienza e trattamento di strumenti informativi realmente comprensibili».
La prossima riunione operativa del tavolo è prevista per il 25 gennaio.
ufficio stampa asp Catania
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Catania: Avviato il tavolo interaziendale per laccoglienza e il trattamento di donne vittime di violenza sessuale













