Al ristorante Hippopotamus va l'oscar per la miglior ricetta anticrisi
Il 2010 è stato l'anno della crisi per tutti i settori dell'economia e tra le iniziative più curiose per affrontare questo problema, spicca quella di Mariella Seidita e Attilio Margiola, proprietari del ristorante Hippopotamus, nel cuore del centro storico palermitano, in cui è il cliente a decidere quanto pagare.
«Il lunedì, che è il nostro giorno di chiusura, da ristoratori diventiamo clienti – afferma Mariella - facciamo il giro di vari ristoranti chiedenci del perché di sconti così alti. Abbassano la qualità? Danno un listino prezzi aumentato? Domande che non solo noi dell'ambiente ci poniamo.
Da qui la decisione: "da noi sarà il cliente a valutare quanto pagare", in maniera tale che quando esce dal locale non si senta preso in giro».Vi affidate molto sull'onestà del cliente?
«Noi il furbetto ce l'aspettiamo. C'è la possibilità che qualcuno verrà, ordinerà e mangerà quello che vuole e alla fine dirà: "5 Euro"...»
...A quel punto?
«A quel punto lo accompagniamo gentilmente alla porta e lo ringraziamo per la sua collaborazione».
Anche 5 Euro?
«Cinque, dieci, quindici, quello che può valutare, è un rischio, ma fino ad oggi non è successo nulla del genere.»
Da quanto tempo è attiva quest'offerta?
«Abbiamo cominciato il 7 dicembre e finirà il 31 gennaio, escluso i festivi. Il coperto e i vini il cliente li paga a parte, ma spetta a lui valutare ciò che mangia. Noi nasciamo come ristorante di carne argentina, quindi un cliente che viene a mangiare un filetto di questo genere, sa bene o male il prezzo. Inoltre si cerca sempre di avere prodotti freschi e di stagione, e i nostri vini sono della migliore tradizione locale, italiana e argentina: non si trovano nei supermercati. Noi crediamo nella carne argentina e nei loro metodi di allevamento e lavorazione.»
Ci si affida, quindi, alla buona fede del cliente e del ristoratore?
«Buona fede, relativamente: da parte nostra non è cambiato nulla, non abbiamo cambiato menù o altro, per noi non è cambiato niente. È capitato anche che alcuni clienti abbiano valutato in eccesso, e a quel punto al cliente si dice: "guardi sta sbagliando, non viene 200€ ma 150€, quindi paga 150€", è giusto fare così. Se poi il cliente torna e paga una cifra inferiore, perdo il cliente, invece questa iniziativa serve ad acquistare clienti».
E' il primo ristorante in Italia a fare questa "offerta"?
«Si, penso che nessuno l'abbia fatto prima».
Una cosa simile dovrebbe essere già stata fatta all'estero.
«Si, ma partono tutti da un minimo. Da noi il prezzo lo decide il cliente. So che in certi ristoranti qui in Sicilia, partendo da un minimo, il cliente può mangiare tutta la carne che vuole, ma è tutt'altra iniziativa».
La clientela come ha preso l'iniziativa? È rimasta soddisfatta?
«All'inizio si trova un po' in difficoltà a dover valutare quanto pagare. Molto spesso chiedono aiuto a me ed io cerco di metterli a loro agio, e alla fine diventa quasi un gioco, una specie di asta».
Avete registrato un aumento di clientela?
«Giusto un po', ma non è da tenere in considerazione, anche perchè in inverno non è molto frequentata la zona, anche se è molto tranquilla».
Avete provato a pubblicizzare la vostra iniziativa?
«Abbiamo provato due volte a pubblicizzare il locale, ma la pubblicità costa ed non abbiamo ottenuto molti risultati. Inoltre, prima ci trovavamo in via Turrisi Colonna, e nel trasloco abbiamo perso l'agenda con gli indirizzi e-mail dei nostri clienti e ciò significa perdere tanto. L'iniziativa dovrebbe servire anche a questo, promozionare l' "Hippopotamus"».
Avete intenzione di riproporre l'offerta in altri periodi dell'anno?
«Questa è la prova del nove, se va bene come adesso, penso che la rifaremo. Vogliamo andare incontro al cliente, contro la crisi, per far uscire il cliente contento».
Oggimedia ringrazia Mariella e Attitlio dell'Hippopotamus per la gentilezza e la disponibilità dimostrata, ma soprattutto per dimostrare, a dispetto di tutto il marcio mondo che ci circonda, ancora fiducia nel futuro e nel prossimo.
Antonello Ciccarello e Annalaura Barreca
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