E' di pochissime ore;la notizia, secondo cui l'enorme complesso di;sette palazzi in costruzione in Via Giovanni XXIII, nella cittadina Siracusana di Augusta, sia stato sequestrato, dopo indagini effettuale dalla Guardia di Finanza, perché «costruite in totale ed in grave difformità rispetto alla normativa edilizia e in danno degli interessi della collettività».
Sono ben 5.800 metri quadri di terreno, quello su cui "hanno" innalzato delle ciclopiche palazzine di cemento rigorosamente armato, appezzamento destinato invece esclusivamente alla popolazione, ad amplificare cioè le aree verdi della città. In altre parole, diversificati progetti assolutamente legali, avrebbero adibito l'area alla costruzione di impianti pubblici o privati, parcheggi, attrezzature sportive e quant'altro di utile alla cittadinanza Augustana, per un totale di 20.000 metri quadri di "interesse comune" da completare. Inspiegabilmente però sono apparse sette strutture di sei piani ciascuna.
Alla base della vicenda ci si accorge che a dare la completa disponibilità di edificazione siano stati i responsabili dell'Ufficio Tecnico Comunale.
Una domanda sorge spontanea, saranno questi ultimi a risarcire le famiglie che avevano già pagato, sebbene solo un acconto, convinti dell'acquisto sicuro di un appartamento?
E' garantito che gli accertamenti e le indagini non lasceranno a bocca asciutta gli acquirenti truffati: che il palazzo comunale sia in fermento non c'è dubbio, ma che "i colpevoli" escano è interesse soprattutto di coloro che hanno buttato sudore e denaro su certezze che sono crollate. Intanto i sigilli sono stati ben serrati, come a voler dire...ne avranno di tempo per star lì.
Fonte foto: www.radio.rcdc.it
Giada Passanisi