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I semafori della Circonvallazione di Catania? Una trappola…

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Grossi disagi per i pedoni che attraversano la strada

Ogni giorno migliaia di catanesi percorrono la Circonvallazione di Catania, strada spesso discussa per motivi di sicurezza ma fondamentale perché teoricamente consente ai cittadini di giungere in tempi ragionevoli (traffico permettendo) presso diversi luoghi di destinazione.

Negli ultimi anni, al fine di ridurre i numerosi incidenti e di rendere il traffico più fluido, si è ricorso ad alcune migliorie, come l'asfaltatura dei tratti più dissestati (anche se spesso i lavori di cablaggio e d'installazione della rete gas hanno creato ulteriori malumori) e la realizzazione di rotonde, torna-indietro e semafori pedonali. Questi ultimi, però, rappresentano un'autentica insidia, e il quadro, in effetti, è piuttosto sconcertante.

Nei circa otto chilometri di lunghezza, la Circonvallazione annovera diversi semafori con strisce pedonali praticamente scolorite (come quelle in prossimità di Via Galermo), coperti da rigogliosi arbusti (in particolare, quelli del tratto finale di Viale Ulisse) e addirittura non funzionanti o con il giallo che lampeggia a mo' di beffa (vedi nell'importante snodo che collega la Circonvallazione a Via Duca degli Abruzzi). A queste problematiche, se n'aggiungono altre, come la scarsa illuminazione in alcuni tratti, i continui lavori in corso (come nella zona del Policlinico e della Cittadella Universitaria) e ovviamente la mancanza di disponibilità degli autisti e dei motociclisti a concedere l'opportuno transito ai pedoni, persino di fronte al rosso.

Spesso si vedono scene come queste: una vettura fa passare il pedone che corre sulle strisce, e da dietro le altre vetture (che spesso non si accorgono dei semafori o delle strisce pedonali, vedi sopra) che giungono ad alta velocità rischiando il tamponamento. Insomma, il pedone della Circonvallazione, per poter attraversare la strada e non rischiare l'incolumità, deve essere allenato come il famosissimo e pittoresco velocista giamaicano Usain Bolt.

Ci sono da sottolineare, inoltre, alcuni aspetti ancora più preoccupanti: diversi motociclisti, allo scopo di accorciare i tempi di percorrenza e approfittando dell'assenza degli addetti al traffico, hanno il vizio di sfruttare i semafori e le strisce pedonali per fare delle inversioni di corsia a dir poco paradossali. Per non parlare d'alcuni pedoni sprovveduti che attraversano aree non pedonali e che rischiano, quindi, di passare a miglior vita: decisamente dei kamikaze in salsa catanese.

A questo punto, è chiaro che bisogna intervenire urgentemente sui transiti pedonali poco visibili e sistemare quei semafori che sono danneggiati. Si sa che le casse comunali non sono fiorenti, ma riattivare un semaforo che lampeggia perennemente con il giallo, ridipingere le strisce e tagliare i rami "in eccesso" degli alberi della Circonvallazione nelle aree incriminate non sarà certamente una missione impossibile o dispendiosa. E' tuttavia innegabile che anche dai cittadini ci si aspetta un minimo di buonsenso, al fine d'evitare che i semafori non siano trappole mortali per i tanti pedoni che attraversano la strada.

Foto del redattore

Pasqualino D'Amico