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Isola delle Femmine in un mare di onde

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Gli abitanti dicono 'No all'antenna wind shear'

La popolazione di Isola delle Femmine chiede di essere ascoltata, difende il proprio diritto alla salute e soprattutto auspica che sia presa una scelta logica che rispetti la salute, la sicurezza e il parere contrario della Commissione Parlamentare sull'istallazione del radar.

L'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile (Enac),l'Ente Nazionale d'Assistenza al Volo (Enav) e la Gesap (società che gestisce l'aeroporto) hanno presentato lo scorso 2006 un progetto per l'istallazione di un radar denominato Terminal Doppler Weather Radar (TDWR), ma comunemente chiamata 'antenna wind shear'. Wind Shear indica una variazione improvvisa in intensità e direzione delle raffiche di vento che possono ingannare le manovre del pilota o disturbare l'atterraggio e il decollo.

La nascita dell'aeroporto Falcone e Borsellino è stata tanto attesa quanto misteriosa (come raccontava Peppino Impastato). Situato tra il mare e la montagna, in una zona soggetta a pesanti raffiche di vento è stato costruito nel 1953. Dall'anno della sua inaugurazione (1960) sono stati quattro gli incidenti accaduti, ma il 'wind shear' fu colpevole solo nel 1989, quando un Dv-9 dell'Ati diretto a Milano fu risucchiato al suolo in fase di decollo. Dopo l'incidente che ha coinvolto l'Airbus della Windjet il 24 Settembre 2010 si è tornati a parlare dell'antenna, che secondo i promotori del progetto, andrebbe posizionata presso l'ex Base Nato a Isola delle Femmine. Ma è stato accertato che il velivolo è uscito fuori pista a causa di una lite tra i piloti durante la fase dell'atterraggio.

L'antenna avrebbe una potenza di 2500 W, se vogliamo paragonarle alle antenne per i cellulari che sovrastano molti edifici delle città vediamo che queste ultime hanno una potenza di 20W. Intanto sono stati stanziati 11 milioni di euro. Il radar emetterà onde elettromagnetiche che arriveranno sino all'aeroporto e che passeranno dai centri abitati dei comuni limitrofi. Sebbene gli effetti dovuti alla prolungata esposizione non siano stati tuttora accertati, esiste però la possibilità che la temperatura del corpo o di alcune sue parti possa aumentare.

L'Agenzia Regionale Protezione Ambiente Sicilia (ARPA) ha eseguito le simulazioni considerando i limiti di esposizione previsti dalla legge e ha rilevato che i valori superano di gran lunga i limiti consentiti.

La relazione finale della Commissione sull'Istallazione del sistema Radar ha invitato l'Enac, l'Enav e la Gesap ad individuare posti alternativi a garanzia della salute dei cittadini e allo stesso tempo la sicurezza dei passeggeri.

Per queste ragioni sabato 20 Novembre un migliaio, circa, di persone è scesa in piazza per manifestare il proprio dissenso all'istallazione dell'antenna wind shear vicino le loro case.

La "Rete Lilliput", che ha organizzato la manifestazione, è composta tra Isola, Capaci, Torretta, Carini e Terrasini dalle associazioni: LIPU, MIR, Associazione per la Tutela del Mare, Gruppo Scout "Isola 1", Ecologisti Democratici, l'AltrascuolA-Unicobas, Altrastoria e Gruppo Gandhi Terrasini. La Rete Lilliput ha coinvolto anche i bambini delle scuole medie ed elementari del paese, che con fischietti e colori hanno vivacizzato la giornata in testa al corteo. La stessa Rete si è fatta promotrice di una nuova proposta che vorrebbe la realizzazione di un "Liceo del Mare" (dato che a Isola non ci sono istituti di scuola superiore) al posto dell'istallazione dell'antenna. Nei gazebo delle associazioni sono state raccolte le firme per supportare i "no al radar".

Nessuna bandiera di partito o associazione, i manifestanti e gli organizzatori hanno preferito mostrare le bandiere con i sette colori dell'arcobaleno in segno di pace.

Tra i cittadini erano presenti anche i membri della giunta comunale, tra cui il sindaco Gaspare Portobello che ha partecipato "per portare avanti i diritti dei cittadini" e racconta: «ci hanno presentato un progetto dal 2006, ma abbiamo solo sentito dire che avrebbero ridotto le emissioni. L'amministrazione comunale ha sempre dichiarato la sua contrarietà all'istallazione dell'antenna».

Giovanni Messina, isolano, è presente "per lottare e difendere i bambini che sono il nostro futuro".

L'Assessore all'Ambiente Cutino ha denunciato, come anche molti altri partecipanti, il mancato interesse da parte della stampa, dichiarando: «qui si parla d'inefficacia dell'istallazione, non siamo contro la sicurezza dell'aeroporto, ma occorre tutelare i cittadini e mettere al primo posto la loro salute, anche la Commissione parlamentare nel 2009 ha accertato che il sito non è pertinente dato che il 30% delle piste rimarrebbe scoperto - e continua - non hanno ancora richiesto l'autorizzazione al Comune, la concessione dovrebbe essere rilasciata dagli enti locali, altrimenti quale sarebbe il loro ruolo? Se non possono occuparsi di questioni delicate come questa, non hanno ragion di esistere».
Il parere dell'Istituto superiore della Sanità è stato quello di depotenziare del 50% la portata d'onda dell'antenna. «In molti hanno recepito il parere dell'Istituto come positivo, ma se lo si legge con attenzione, la loro richiesta di ridimensionamento secondo il principio di precauzione - afferma l'assessore Cutino - ci fa molto riflettere perché ci rendiamo conto che qualcosa non va».

Vista la sua presenza, abbiamo approfittato dell'Assessore all'Ambiente, per porgere qualche domanda anche sul cementificio, che una volta sorgeva lontano dal centro abitato ma che oggi è circondato da abitazioni. L'Assessore ha così risposto: «l'Italcementi è sottoposta ad autorizzazioni ambientali e legali, che prevedono diverse prescrizioni, come l'applicazione delle Bat, se non dovessero mettersi in regola con le nuove leggi e i nuovi strumenti si può procedere a delocalizzazione, dipende da loro».

Rosaria Riso, presidente della Commissione ambiente di Isola, afferma: «Esperti della commissione regionale all'Ars hanno indicato l'aeroporto o ancora una piattaforma in mare come sito ideale per l'antenna, inoltre una delle piste principali non sarà coperta - e continua - non è facile, ci sono poteri più forti dei nostri in questione e la stampa non ascolta né riporta ciò che succede qui».

Chissà quale strano potere prevarrà in una realtà delicata per gli abitanti e le associazioni ambientaliste, preoccupati per il futuro dell'ambiente e dei cittadini isolani.

Federica Li Vigni