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Palermo: è polemica sull’assegnazione dei beni confiscati alla mafia

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Botta e risposta tra "Striscia la notizia" e Don Mario Golesano.

Dopo le polemiche in riferimento al servizio di "Striscia la notizia" del 4 ottobre, nel quale l'inviata Stefania Petix, con a seguito il fido bassotto, ha messo in evidenza l'assegnazione dei ben confiscati a Cosa nostra, da parte del Comune di Palermo, in favore di "Live Europe" di Don Mario Golesano, successore di Don Pino Puglisi, parroco di frontiera assassinato dalla mafia a Brancaccio il 15 settembre del 1993, e di cui ha fatto parte Roberta Bontade, figlia del boss Giovanni Bontade, Don Golesano ha deciso di parlare con il procuratore antimafia Pietro Grasso, per discutere della partecipazione della figlia del mafioso all'associazione. Dalle parole dell'inviata di "Striscia":«Una villa confiscata alla mafia, destinata ad alloggi per carabinieri, viene assegnata nel 2003, dal Comune di Palermo, all'associazione "Live Europe" che si ispira alla figura di Don Pino Puglisi, per farne un asilo per bambini immigrati. Tra i soci c'è Don Mario Golesano, erede morale e volontario del parroco di Brancaccio. L'anno scorso, visitando quell'asilo per bambini abbiamo trovato un ospizio per anziani a pagamento. Ma le anomalie non finiscono qui, infatti, tra i soci dell'associazione non c'è solo Don Golesano, c'è un altro nome che evidentemente al Comune di Palermo nessuno nota: quello della famiglia Bontade...» inoltre «...il 16 ottobre 2008, il Comune riceve dalla prefettura una nota in cui si consiglia la revoca dei beni confiscati perché tra i soci compaiono nomi pericolosi, ma il 17 ottobre 2008, il consiglio d'amministrazione della "Live Europe" si riunisce e cambia tutti i soci, così il Comune decide di non revocare il bene confiscato, ma non si accorge nemmeno in seguito che vecchi e nuovi soci sono amici...», continua l'inviata col bassotto: «...ad oggi sono ancora tre i beni confiscati legati alle associazioni di Padre Golesano, che continua a professarsi erede morale di Padre Puglisi, dimenticando che Padre Puglisi la mafia la combatteva e non faceva certo società con figli di mafiosi e prestanome vari, tutto ciò sotto gli occhi del comune e della chiesa che per 15 anni ha lasciato Don Golesano al posto di Puglisi, anche se i collaboratori di quest'ultimo avevano già segnalato delle anomalie: la mafia vuole rimettere le mani sui beni, e lo fa nel modo più vile, cioè usando il nome di chi la mafia l'ha combattuta».

Don Golesano risponde alle accuse di "Striscia la notizia" con una nota in cui afferma: «Nel servizio sono state pronunciate pesanti accuse sul mio lavoro, sulle attività e pertanto ho dato incarico ai miei legali di predisporre tutte le iniziative necessarie al fine di salvaguardare la mia immagine e quella delle persone che con me hanno collaborato. Il sottoscritto non ha in gestione né personalmente, né attraverso terzi nessun bene confiscato alla mafia. L'unico bene confiscato alla mafia ed assegnato in via definitiva all'associazione Live Europe, all'interno del quale ero presente come socio è l'immobile di viale Regione Siciliana».

Inoltre il parroco ha dichiarato: «I miei 36 anni di ministero sacerdotale, a Palermo, nelle parrocchie di Falsomiele, Borgo Ulivia, Montegrappa e Brancaccio ed adesso a S.Pietro e Paolo sono espressione di un impegno che non è mai venuto meno. Sono molto amareggiato per tutto quello che è successo e non ne comprendo i mandanti e le motivazioni di tale cattiverie. Mi dispiace moltissimo per Roberta (Bontade) oggi giovane mamma e moglie, che nel nome di non capisco bene quale 'guerra santa' è stata sbattuta sui giornali e umiliata. Roberta aveva partecipato all'avvio dell'associazione condividendone gli scopi e vedendo nella sua partecipazione un modo per dissociarsi da quella cultura, impegno che ha avuto fino al 2004. Da quella data non ha più partecipato ad alcuna delle nostre attività. Laddove le mie dichiarazioni possano risultare lacunose rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento».

Antonello Ciccarello

Fonte foto:www.striscialanotizia.mediaset.it