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Consegnata la casa confiscata al boss Badalamenti

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Una storia conosciuta da molti. Da una parte un ragazzo di Cinisi, Peppino, figlio di una terra, la Sicilia, devastata da un male simile ad un cancro: la mafia. Dall'altra il boss, Tano Badalamenti, il volto del male. A dividere i due protagonisti "cento passi". Peppino contro Tano, il bene che cerca di combattere il male. Il volto buono della Sicilia, che ha avuto il coraggio di dire no alla mafia, che ha cercato di combatterla andando così incontro alla morte. Se questa fosse stata una favola, il bene avrebbe sopraffatto il male, ma questa è una storia di vita vera e qui è il male a vincere sul bene. Il cattivo uccide l'eroe.

Sono passati più di trentanni dall'omicidio di Peppino Impastato, e con il trascorrere del tempo tante cose sono cambiate. La Sicilia è cambiata, cercando di andare avanti portando con sé il ricordo esemplare di quel ragazzo, risorgendo dalle macerie di un passato che è ancora vivo nella memoria di tutti, portando il bene laddove troppo male si è fatto.

Dopo la confisca della casa di Tano Badalamenti, avvenuta nel 1985 da parte di Falcone e Borsellino, l'agenzia dei beni confiscati alla mafia, con il decreto del 6 maggio 2010, ha consegnato ufficialmente l'immobile al comune di Cinisi e all'Associazione intitolata a "Peppino Impastato". La stipula della convenzione per l'affidamento e la gestione del bene avrà una durata di 20 anni. Il bene verrà diviso in due parti, una sarà dedicata all'installazione della Biblioteca Comunale di Cinisi, l'altra sarà utilizzata dall'Associazione per assemblee, riunioni, cineforum e varie iniziative culturali sui problemi del Meridione. I lavori di ristrutturazione, di cui si farà carico il comune stesso, prenderanno il via il prossimo Novembre.

Dalla casa del male risorgerà il bene, una nuova vita. Una giustizia dal sapore diverso per la morte di Peppino, il cui unico errore è stato quello di credere in un mondo diverso, un mondo senza mafia.

Annalaura Barreca

Fonte foto: buccinasco.net