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Riapre la Villa Bellini

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I festeggiamenti in onore dell'evento si protrarranno fino a domenica 26 settembre

Finalmente il momento tanto atteso è arrivato. La villa Bellini di Catania, alle ore 11 circa del 23 settembre 2010, ha spalancato i suoi cancelli, accogliendo in massa gli affezionati cittadini che non vedevano l'ora di calpestarne l'antico suolo e darle quel bentornato che da 4 anni mancava all'appello. Il tutto, ovviamente, non poteva essere esente da intoppi e piccoli malcontenti.

Fino a pochi secondi prima dell'apertura, infatti, dietro i cancelli, gli operai stavano ancora saldando i tombini. A lavori ultimati, quindi, tra le folcloristiche lamentele "alla catanese", che solo un puro sangue etneo sa fare, i cancelli vengono aperti e la villa, in men che non si dica, si riempie di gente, curiosi e scolaresche accorse in massa per il lieto evento. Ciò che subito risalta all'occhio, anche inesperto del cittadino comune, è che nella famosa fontana, posta davanti alle scalinate, ritorna nuovamente la presenza degli eleganti cigni. "Bello" - dovremmo dire - se non fosse che quei cigni sono clamorosamente "finti". Questa è stata la prima amarezza che ha colpito al cuore i cittadini, che, tuttavia, non si sono persi d'animo continuando l'esplorazione.

La successiva tappa è stata una bella fontana a muro, peraltro già esistente, che è rimasta proprio lì dov'era, con il bene tacito dei catanesi, ben contenti di ritrovarla dove l'avevano lasciata 4 anni prima. Dopo qualche secondo, ecco i primi commenti coloriti di alcuni cittadini presenti: «Carusi st'acqua sapi di candeggina!», che, per il lettore inesperto e non avvezzo a siffatte locuzioni dialettali, vorrebbe dire: "Signori, l'acqua sembra avere odore e sapore del tipico detergente alcalino in uso alle massaie di casa, la candeggina. Solo più tardi s'è poi scoperto, grazie ad un cartello posto accanto alla suddetta fontana, il perentorio avviso "Acqua non potabile". Dopo i primi sbigottimenti, si cominciano a sprecare le immancabili battute ironiche, al sapor acre di "spirito di patate", come «Ma quannu i muntunu i tavulati pì l'arancini?» - letteralmente: "Ma quando apparecchieranno i tavoli per offrirci, in modo beneaugrante, la degustazione degli arancini?". A parte gli scherzi i problemi ci sono, e sono pure tanti, ma fortunatamente c'è anche qualcosa di positivo. Mentre perlustriamo la zona, una gentile signora si avvicina offrendosi da volontaria "cicerona". Ci conduce fino al celebre chioschetto della villa, dove di lì a poco si sarebbe svolto lo spettacolo della fanfara. In quei minuti, gli occhi della signora, se pur delusa da qualche pecca che poteva essere evitata, brillavano di gioia. Tutto le ricordava di quando era giovane. Di quando andò proprio lì, nelle scalinate della villa per scattare le foto del suo giorno più bello, il suo matrimonio.

Non appena arrivati a destinazione, però, tutti hanno ormai il sorriso in bocca, la gente si accomoda nelle panchine e nelle sedie poste davanti al chioschetto per godersi lo spettacolo. Nell'attesa dell'inizio, le lamentele continuano imperterrite, e stavolta riguardano i pochi spazi dedicati ai bambini. Nonostante tutto, quando la fanfara dei carabinieri ha inizio, accompagnata dall'alza bandiera, il momento diventa solenne e tutti ascoltano con devozione l'inno italiano. La data della riapertura non è stata scelta a caso. Il 23 settembre, infatti, ricorre l'anniversario della morte del "cigno" catanese, ovvero Vincenzo Bellini, al quale la villa è stata dedicata.

Allontanandosi poi dalla zona spettacolo, e facendo il giro nel resto del giardino della villa, viene naturale gioire nel vederla di nuovo piena di verde e con le statue dei suoi uomini illustri di nuovo intere e pulite. Per coloro che lo volessero, inoltre, è disponibile un piccolo spazio adibito alle lamentele dei cittadini, dove, dopo un breve questionario su ciò che và o no, si potrà imbucare, all'interno di un'apposita scatola, la propria protesta.

Anche se sorge il dubbio che possano mai essere prese davvero in considerazione.

Chi si è trovato lì ieri mattina, infatti, ed ha osato lamentarsi di alcune anomalie gli è stato risposto che non bisogna lamentarsi, bensì godersi la villa così com'è. In ogni caso, dopo queste piccole e doverose precisazioni, il nostro consiglio è quello di entrare alla Villa Bellini, poiché garantiamo che il giro sarà piacevolissimo e darà spazio a dolci ricordi. Fino a domenica, inoltre, vi sarà la possibilità di ammirare alcuni stand di piante di ogni tipo e degustazione di cibi e bevande. Buona passeggiata a tutti e ... bentornata villa!

Roberta Tomaselli