Dopo l’Inghilterra, la prossima tappa dei numerosi viaggi del Pontefice sarà la nostra Sicilia. Il 3 ottobre, infatti, in occasione del diciassettesimo anniversario della morte di padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, Papa Ratzinger metterà piede nella città di Palermo, che lo accoglierà, insieme a migliaia di fedeli provenienti da ogni parte della regione, nell’immenso prato del Foro Italico.
Tutto ciò, però, ha subito suscitato grosse polemiche. Da un parte domina un grande entusiasmo per il tanto atteso incontro pastorale, da un’altra, invede, prevalgono le lamentele, in particolare per quanto riguarda i costi che la visita sta richiedendo. Si parla di due milioni e mezzo di euro, tra impianti di amplificazione, palchi, impianti luce, maxischermi e addobbi vari: una cifra, in gran parte a carico della Regione e, a seguire, della Provincia e del Comune, che ha spaventato non pochi cittadini siciliani, che si ritroveranno ben presto a pagarla di tasca propria.
Il presidente del Centro Impastato, Umberto Santino, ha giudicato la somma “spropositata, se si pensa agli enormi problemi della città e ai soldi che saranno sprecati per opere di cui non resterà nulla”. Il monsignor Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, ha replicato: «si tratta di accorgimenti assolutamente necessari. Dobbiamo forse correre il rischio di trasformare la visita del Papa a Palermo in una seconda Duisburg? Perché nessuno si chiede quanto costa alla cittadinanza la cena di un magistrato con gli uomini di scorta o quella di un politico? O ancora un concerto come quello di Morricone?», come se tra uomini dello Stato e rappresentanti del clero non vi fosse, in realtà, differenza. A fargli da eco, Don Calogero D’Ugo, direttore della scuola di formazione dell’Arcidiocesi di Palermo, che ha così risposto alle polemiche sorte ultimamente sulle spese “papali”:«A chi dice che la visita a Palermo del Santo Padre è dispendiosa, dico che un evento di questa portata dovrebbe avvenire ogni due anni, perché, grazie alla presenza del Pontefice nel capoluogo siciliano, si stanno sistemando in tempi record una serie di servizi che non sempre funzionano, dai marciapiedi, all’asfalto stradale, alla sistemazione dei punti luce dell’illuminazione pubblica, fino all’arredo e al verde urbano».
E a proposito di verde, che ne sarà del prato annesso al Foro Italico? E’ una domanda che molti si sono fatti. Persino in occasione del festino di S.Rosalia, il prato viene sempre e rigorosamente circondato da transenne che ne vietano l’ingresso e lo tutelano dalla massa e dai venditori abusivi con i loro cassoni pieni di mercanzie. Figuriamoci cosa potrebbe succedere in questa occasione, in cui il prato verrà calpestato da migliaia di persone, senza la protezione delle transenne. L’assessore al Verde Francesca Grisafi ha detto a riguardo: «La location è stata scelta dall’organizzazione anche per ragioni logistiche. Non capisco questi allarmismi: il prato è fatto per essere calpestato», affermazione che ha destato molti dubbi tra i cittadini. Intanto, il movimento cittadino “Mobilita Palermo” ha organizzato per sabato prossimo, a partire dalle 10, una protesta pacifica che consisterà in un pic-nic sul prato a cui potranno partecipare tutti. "Un ultimo in memoria di uno spazio verde – sostengono i promotori di Mobilita Palermo - che, probabilmente, ha i giorni contati. Al di là dei possibili luoghi alternativi che avrebbero potuto essere impiegati, come il Velodromo, chiediamo che venga posta la massima attenzione per tutelare il prato. Non rimane, quindi, che confidare nel buon senso degli organizzatori per limitare gli eventuali danni e garantire l'integrità del Foro Italico”.
Caterina Dazzo
Immagini da http://www.runmatteorun.com e http://www.storace.it .
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Palermo in attesa di Papa Benedetto XVI tra entusiasmo e polemiche













