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Scandalo esami truccati all'Università di Palermo

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Un'impiegata licenziata senza preavviso, altri due sospesi: questo il primo bilancio di un'indagine interna all'Università di Palermo, che ha evidenziato l'esistenza di alcuni esami caricati sul piano di studi di una studentessa frequentante la facoltà di Economia, ma in realtà mai sostenuti. Il risultato è stato scoperto in seguito a dei controlli incrociati attuati dall'Università di Palermo sulla domanda di laurea presentata dalla giovane: nel suo fascicolo non c'erano gli statini cartacei. Un controllo più approfondito ha evidenziato che non esistevano neanche i verbali e che quindi gli esami non erano mai stati sostenuti. A scoprire e a denunciare l'accaduto alle autorità, per cui sono state poi avviate le indagini, è stato il personale e il rettore Lagalla, il quale ha predisposto controlli incrociati tra le autocertificazioni della studentessa e i verbali d'esame, in realtà inesistenti.

A perdere il posto di lavoro è stata una dipendente che ha ammesso di aver falsificato il curriculum informatico della studentessa. La sospensione, che ha invece riguardato altri due impiegati, è legata all'accusa di aver lasciato incustodita la postazione dalla quale si caricano gli esami sostenuti dagli allievi dell'Ateneo, del resto si sa che l'occasione fa l'uomo ladro.
«Sono provvedimenti adeguati alla gravità dei fatti – ha affermato il rettore Lagalla – studenti e famiglie devono sapere che il sistema di controlli incrociati che abbiamo istituito non consente a nessuno di aggirare le procedure e garantisce massima legittimità e trasparenza».

Sabrina Ferrante