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Tunnel senza uscita per i lavoratori della SAT

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Partite le lettere di licenziamento ai dipendenti

Sembra che non ci sia più possibilità di risollevare le sorti dell’azienda SAT di Aci S. Antonio, e di conseguenza nessuna speranza per i lavoratori, che da un anno sono in cassa integrazione, di riavere il loro prezioso posto di lavoro. Comprensibile quanto sia difficile la situazione, in un territorio come quello siciliano, in cui il lavoro non si può dire che abbondi.

Non hanno avuto esiti positivi nemmeno i colloqui con le varie istituzioni preposte, in primis la Regione Sicilia, colloqui che in un primo momento erano stati attivati ma che poi avevano subito una brusca battuta d’arresto. La crisi dell’azienda SAT parte da lontano, almeno cinque anni fa, anche se si è mostrata tale nell’ultimo anno, ed è una crisi strettamente legata ad un’altra azienda con sede nella zona industriale Catanese.

Stiamo parlando della “STMicroelectronics”, multinazionale dell’elettronica che a Catania ha una delle sue principali sedi Italiane, e che alla SAT commissionava alcuni prodotti semilavorati per le sue fabbriche. La crisi è arrivata anche per la STM che, per una politica di razionalizzazione dei costi, ha preferito delocalizzare la produzione di questi semilavorati in Marocco, riducendo perciò le commesse alla SAT che ne ha risentito pesantemente fino ad entrare in crisi. Con la partenza delle procedure di licenziamento per i 170 dipendenti sembrano, così, svanite le poche possibilità di aprire uno spiraglio di luce sul destino di questi lavoratori che comunque portano con loro un bagaglio di “know how” enorme che sarebbe stato una “manna dal cielo” per ogni azienda del settore che avesse avuto il coraggio, anche se sappiamo che non è facile in questi tempi di crisi, di dare un lavoro a queste persone, e una speranza di una vita migliore alle loro famiglie.

I sindacati, ora più che mai preoccupati, rivolgendosi di nuovo alle istituzioni, chiedono al prefetto di Catania un incontro immediato (foto dal sito FIOM).

 

Giuseppe Zappalà