OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Cronaca Locale Rieducazione sociale attraverso Cinema e Agricoltura

Rieducazione sociale attraverso Cinema e Agricoltura

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
libero_cinema_in_libera_terra_021_a
libero_cinema_in_libera_terra_033_a
libero_cinema_in_libera_terra_001_a

I giovani detenuti possono essere rieducati socialmente?

Grazie alla collaborazione del Dipartimento di Giustizia minorile di Catania pensiamo proprio di si. Libera, con "Libera Terra", usa i beni confiscati alla mafia avvalendosi dell'ausilio di giovani ex detenuti che si trovano in una situazione sociale disagiata. Con "Libero Cinema in Libera Terra", i giovani vengono reindirizzati, oltre che su interessi nuovi, anche su forme di collaborazione sociale per scongiurare il pericolo di ritornare a delinquere. I ragazzi dell'Istituto Penitenziario Minorile di Catania, supportati dagli accompagnatori, sono stati presenti alla manifestazione "Libero Cinema in Libera Terra". In effetti hanno fatto un pò di più che presenziare, dal momento che i dieci ragazzi hanno contribuito a realizzare "Ti aspetto fuori", il film del giovane regista Alfio D'Agata. Toccanti i momenti finali in cui, emozionati dal microfono e dalla platea, due ragazzi tra loro fratelli, sono intervenuti per rivendicare la possibilità di poter cambiare. «Perchè - come ha affermato uno dei due - non è vero che se un albero nasce storto non possa essere raddrizzato con un adeguato bastone di sostegno».

La Fondazione Cinemovel, inoltre, sta portando in giro in tutti Italia un altro lungometraggio, "Rachel", una docu-inchiesta sulla morte di Rachel Corrie, un attivista dell'ISM (International Solidarity Movement). La giovane statunitense, che apparteneva ad un'associazione impegnata per i diritti civili, fu travolta da un bulldozer israeliano mentre tentava di proteggere con il proprio corpo, insieme ad altri colleghi volontari, alcune abitazioni di palestinesi a Rafah, sulla striscia di Gaza, il 16 marzo del 2003. "Rachel", realizzato da Simone Bitton, ha trattenuto i numerosi astanti per due ore buone in cui è stata tratteggiata tutta la vicenda, mostrando alcune fotografie molto forti scattate successivamente all'uccisione della tenace attivista.

«Cinemovel nasce per la progettazione e la sostenibilità di iniziative di cinema itineranete - così ha spiegato il Presidente Elisabetta Antognoni - coinvolgendo tutti i soggetti che operano per la promozione della società civile e dello sviluppo umano nei diversi paesi». Tra queste, ovviamente, Libera di don Luigi Ciotti. Cinemovel Foundation, di cui è presidente onorario Ettore Scola, fa viaggiare il cinema come strumento di conoscenza, scambio e sensibilizzazione, per contribuire allo sviluppo culturale sociale ed economico. L'anno scorso sullo stesso terreno di contrada Casa bianca, assegnato in ritardo a "Libera" dalla Prefettura a causa d'impedimenti di carattere tecnico ed organizzativo, non fu possibile dar luogo allo stesso evento. Stavolta, invece, anche se per il rotto della cuffia, l'operaio incaricato dal Comune ha fatto anche gli straordinari per poter stabilire l'opportuno collegamento elettrico al fine di ben celebrare la manifestazione "Libero Cinema in Libera Terra", che così ha potuto aver luogo serenamente.

Alla buona riuscita della serata, cui sono intervenuti un centinaio di persone, hanno collaborato anche tante realtà associative impegnate nella lotta per la legalità e lo sviluppo sostenibile della società. A cominciare da Addiopizzo, il cui presidente, Rosario Lupo, ha ricordato i risultati raggiunti con l'attività di consumo critico. Un paio di mesi fa l'associazione ha coinvolto i commercianti catanesi ad uscire allo scoperto dichiarando apertamente di non pagare il pizzo, con tutto il sostegno e l'attenzione della Prefettura, delle Forze dell'ordine e della Magistratura di Catania. In tal modo tutti i consumatori che vorranno sostenere un'economia pulita potranno recarsi presso questi operatori economici e acquistare beni che sicuramente non sono oberati dall'imposizione di "Cosa nostra". Anche gli scout, che partecipano attivamente con dei campi di lavoro sui beni confiscati, hanno dato il loro apporto. Michelangelo Longo, capo di un gruppo agesci toscano (Borgo S.Lorenzo), ha voluto sottolineare che: «l'impegno nel sociale fa parte del dna del metodo scout, in particolare per la lotta alla mafia la Toscana è legata ad un sottile filo conduttore alla Sicilia, come dimostra la strage di via dei Georgofili del 1993». Era presente pure l'associazione "Asaee", che opera contro il racket e contro l'usura e "Altro Consumo", la sezione di Misterbianco coordinata da Andrea Rapisarda, che è impegnata ad informare e tutelare i consumatori.

Antonino Recupero