Abbandono e degrado all’ex Palazzo delle Poste
Abbandono, degrado, sporcizia e una puzza difficile da tradurvi. Queste sono le prime impressioni che si hanno se in questo periodo ci si trova a passare davanti a quello che era la sede del Palazzo delle Poste di Catania di Viale Africa, un segno tangibile del degrado urbano a cui tutti i cittadini oramai sembrano essersi tristemente abituati. Quello che avrebbe dovuto essere una sede distaccata del Tribunale di Catania, ampliando così la sede di Piazza Verga, che da anni versa in condizioni quantomeno precarie a causa della cronica mancanza di spazi, sia per il personale sia per l’enorme mole di materiale processuale che ogni anno viene prodotto, è invece diventata ricettacolo di criminalità e degrado, fungendo anche, a volte, da riparo ai senzatetto. Qui, infatti, si possono notare gli accampamenti utilizzati dagli immigrati senza dimora, e non è difficile imbattersi in qualche siringa lasciata dai numerosi tossicodipendenti che, in questo luogo abbandonato dalle istituzioni, trova sicuro riparo per consumare la dose appena acquistata. Questo monumento al degrado cittadino è stato il punto di partenza del “tour del degrado” organizzato dall’ex sindaco di Catania, il Senatore Enzo Bianco, che ha portato con sé giornalisti e telecamere per mostrare alla cittadinanza le pessime condizioni di alcune zone della città, sempre più abbandonata a se stessa.Il Sen. Bianco parlando con la stampa afferma: «L'ex palazzo delle poste in viale Africa a Catania, è l'abitazione di centinaia di disperati che hanno "conquistato" questi luoghi abbandonati dal Comune e che insieme all'attiguo edificio che sarebbe dovuto divenire un centro culturale e all'ex consorzio agrario, sono ormai una vera e propria catena di rifugi per disperati, disadattati, senza tetto e clandestini. Questo edificio - ha evidenziato Bianco - oggi così mal ridotto, è un patrimonio per la città. Nel 1999, quando ero sindaco, la mia idea era quella di riunire tutti gli uffici dell'amministrazione della giustizia in un'unica cittadella giudiziaria». Proseguendo Bianco dice: «Il Comune decida se fare un mutuo per ristrutturare l'edificio, un' operazione che può essere effettuata quasi senza incidere sulle casse comunali, poiché, tolto il periodo della ristrutturazione, il costo del mutuo potrebbe essere ripagato dai canoni corrisposti dal ministero della Giustizia. I margini per studiare l'operazione ci sono, ma si agisca al più presto. O, se non si e' in grado, in ultima istanza si venda l'immobile. Dal canto mio - ha annunciato Bianco - farò un’interrogazione al ministro della Giustizia, il Pd è a disposizione per andare a sentire il ministro Alfano, il ministro Maroni, la Regione. Occorre trovare una soluzione perche' questa situazione, ancor di piu' se vista da dentro l'edificio, e' francamente inaccettabile».
Speriamo, dal canto nostro, che qualcuno si occupi al più presto della questione e che si possa “riciclare”, in qualche modo, la struttura magari seguendo l’esempio di quello che è stato fatto in passato con il recupero delle Ciminiere.
Giuseppe Zappalà
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L'ex Palazzo delle Poste? Vuoto a perdere..













