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Laura inizia la sua riabilitazione a Imola

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Laura Salafia è stata trasferita nel centro di rianimazione di Imola dove avrà luogo la sua lunga riabilitazione. Si aggravano intanto le condizioni di Gravino, l'altro ferito e vero bersaglio. 

Laura Salafia, la giovane studentessa catanese ferita durante una sparatoria nella giornata del primo luglio davanti la facoltà di Lettere e Filosofia a cui è iscritta, ha lasciato il reparto di rianimazione del vecchio ospedale Garibaldi, per essere trasferita nel centro di rianimazione di Reabilitation Institute di Montecatone a Imola con un volo militare.

Seguita dalla madre, dalla sorella, dalla cugina, e dal fidanzato, la giovane studentessa di Sortino inizierà il suo lungo percorso di riabilitazione.

Laura, che non è ancora in grado di respirare autonomamente, è stata trasferita in ambulanza all'aeroporto di Fontanarossa; ad aspettarla un aereo dello Stato Maggiore dell'Aeronautica già predisposto con tutte le necessarie attrezzature atte al trasferimento.

Il volo si è concluso con l'arrivo a Montecatone e con il successivo trasferimento, sempre in autoambulanza, nel centro specializzato in lesioni spinali. Non è stato ancora accertato il periodo in cui la giovane dovrà restare nel centro, ma al momento si prospettano almeno 3-4 mesi di degenza.

Anche durante il tragitto che l'ha condotta in terra romagnola ed il successivo trasferimento al centro riabilitativo, come comunicato dai parenti, Laura non ha mai perso il suo sorriso; lo stesso sorriso che aveva al risveglio della lunga operazione e che l'ha sempre accompagnata in questi giorni. Nonostante, infatti, l'agonia di vedersi in un letto, lei che in quella questione di corna, mancato rispetto, minacce e aggressioni non c'entrava nulla, ma che ha portato egualmente a quel gesto sconsiderato, Laura non ha mai perso, caparbiamente, la speranza di "esserci". Laura è forte, così tanto da costringere e comandare il suo corpo a muoversi, e ad ottenere risposta dal suo piede sinistro.

Si aggravano, invece, le condizioni di Maurizio Gravino, il vero bersaglio di Andrea Rizzotti, il custode della chiesa di S.Nicolò La Rena, da cui sono partiti i colpi di pistola. Gravino si trova ricoverato presso il reparto di rianimazione dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania: l'uomo è intubato e sedato, e il suo stato, già precario, di salute continua ad essere in costante regressione, a causa di una grave insufficienza respiratoria che ne rende difficoltosa la ripresa.

Manuela Scuderi