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Estate liberi: “Beppe Montana” è nata la cooperativa che coltiverà i beni mafiosi confiscati

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A Belpasso, in contrada Casabianca, sedici ettari di terreno espropriati a produzione agrumicola saranno coltivati dai giovani di una neonata cooperativa sociale. Dopo la raccolta delle arance, è appena partita la manifestazione che accoglierà associazioni, tra cui gli scout e singoli volontari, che durante questi tre mesi estivi vorranno contribuire alla riappropriazione sociale e legale del territorio. Novità: il 20 luglio prenderà il via il progetto:"LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA".
È nata la nuova cooperativa che gestirà i beni confiscati alla mafia. E' stata intitolata a Beppe Montana, il funzionario di polizia che si occupò della cattura di Benedetto, detto Nitto, Santapaola, su cui pendevano gravi indizi di colpevolezza e coinvolgimento in merito alla strage del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. Per questo motivo, commissario all'epoca in servizio presso la Questura di Palermo, il 34enne di origini catanesi fu ucciso da Cosa Nostra il 28 luglio del 1985.

La cooperativa che porta il nome di “Beppe Montana” svolgerà il proprio compito sotto la tutela delle istituzioni, in particolare della Prefettura di Catania. Prima Giovanni Finazzo e, adesso, Vincenzo Santoro, infatti, hanno reso possibile la costituzione associativa, consentendo di risolvere ogni contrattempo di carattere sia burocratico che politico. E' la prima sul territorio della provincia catanese.

Da giugno sono partiti i campi di lavoro. In prima linea ci sono i gruppi scout che hanno dàto il via alla coltivazione delle terre appartenute alla famiglia mafiosa dei Riela di Belpasso. I sedici ettari di contrada Casabianca, coltivati ad aranceti, dopo undici anni di trafila burocratica d’ora in avanti produrranno dei frutti con un'essenza in più: quella della legalità. Il prossimo 19 luglio partirà il secondo campo scout, con ragazzi provenienti dalla Toscana. Le novità, durante la prossima settimana e precisamente la sera del 20 luglio, comprendono la manifestazione nazionale “Libero cinema in libera terra”. Saranno proiettati due film: “Rachel” di Simone Bitton e “Ti aspetto fuori” di Alfio D’Agata. I film sono prodotti da Cinemovel, il cinema itinerante in tutta Italia nelle terre confiscate alla mafia. Ti aspetto fuori è stato realizzato in collaborazione con i ragazzi del Dipartimento di Giustizia minorile di Catania.

La cooperativa sociale nasce per iniziativa dell’associazione "Libera" che da 15 anni si occupa dei beni confiscati, portando avanti un’opera di sensibilizzazione sia nei confronti delle istituzioni che della società civile per tutto quanto attiene l’aggressione alla mafia sotto il profilo economico e patrimoniale, unico vero punto debole del più noto sodalizio criminoso del mondo. Il coordinamento provinciale di Libera, a Catania, è sotto la responsabilità di Dario Montana, fratello del commissario ucciso.

L’associazione "Libera" è nata il 25 marzo 1995. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative, capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.

È, infatti, grazie alla legge 109 del 1996, sostenuta da un imponente raccolta di firme a sostegno del relativo progetto di legge, che è stato reso possibile quanto avevano diagnosticato due eroi dell’antimafia come l’On.Pio La Torre e il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa. "Soltanto l’attacco al patrimonio economico, finanziario e patrimoniale di Cosa nostra può scardinare il consenso e il potere che essa impone sul territorio".

Con questo spirito, i giovani della "Beppe Montana" invitano associazioni e singoli volontari a voler passare una parte delle proprie vacanze, anche pochi giorni, presso i siti ove si trovano ubicati i beni confiscati alla mafia al fine di rendere possibile una reale riappropriazione sociale, oltre che culturale, di zone che un tempo sono state frutto e profitto illecito della criminalità organizzata a danno dello Stato e della sua comunità civile.

Antonino Recupero