Quello di domenica scorsa è solo l’ultimo dei continui incidenti che ormai da anni bagnano di sangue la strada che collega Gela a Catania. La statale assomiglia ormai quasi ad un cimitero, basta, infatti, percorrerla una volta per notare le numerose croci, o i mazzi di fiori posti al ciglio della carreggiata.
Da anni si discute di un ammodernamento della strada, ma ancora non si è giunti, tra tutti i progetti gia' eseguiti, al raddoppiamento della carreggiata. L’unico lavoro eseguito è quello dell’ apporto di alcune rotatorie, che dovrebbero servire a rallentare il traffico. A detta degli automobilisti però, le rotatorie renderebbero la tratta ancora più pericolosa, in quanto collocate male, e poco illuminate.
La rabbia dei cittadini è ormai però incontenibile, troppe madri piangono i propri figli. Chi percorre quella strada è stanco di rischiare perennemente la vita per colpa di negligenze altrui. La 117/ bis è, infatti, una strada molto trafficata, anche da automezzi pesanti, lavoratori pendolari e studenti. Non bastano delle rotatorie o degli assurdi limiti di velocità per contrastare il vergognoso bagno di sangue che ogni anno si verifica puntualmente su quella strada. Servono urgenti lavori di ripristino per far si che la tratta sia serenamente percorribile, e magari arrestare "finalmente" questo massacro che assomiglia sempre più ad un quotidiano bollettino di guerra.
Philip Emmanuello
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Ancora un tragico incidente sulla Gela - Catania S.S 117/ bis













