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Laura Salafia, la studentessa universitaria ferita l'1 luglio a Catania, continua a lottare

Continua la lotta per la vita nel reparto di rianimazione del vecchio ospedale Garibaldi, Laura Salafia, la studentessa universitaria ferita alla nuca da un proiettile sparato da un impiegato comunale, Andrea Rizzotti, mentre cercava di assassinare il pregiudicato Maurizio Gravino, nella giornata del 1° luglio a Catania. Le condizioni di Laura continuano ad essere critiche: a rendere grave il quadro clinico della ragazza, non è tanto il proiettile conficcato ancora tra la seconda e la terza vertebra cervicale, ma alcune delle schegge ossee che si sono andate a depositare presso i centri vitali, e la relativa lesione.

Laura non è in coma, continua ad essere cosciente, anche se respira artificialmente in seguito una tracheotomia eseguita dai medici nella giornata di sabato.

Per adesso i medici escludono la possibilità di intervenire chirurgicamente, almeno fino a quando le condizioni del midollo saranno tali da permettere di operare senza mettere a rischio la vita della giovane.

Andrea Rizzotti, autore della sparatoria, è stato arrestato 13 ore dopo grazie alle dichiarazioni di uno studente universitario, collega di Laura, il quale ha raccontato alla polizia tutto quello che aveva visto, al contrario di molti omertosi testimoni presenti. Rizzotti ha ribadito davanti al giudice di aver agito per “legittima difesa”, in quanto si sentiva minacciato da Maurizio Gravino, che gli passava davanti con lo scooter facendo il gesto delle corna (in passato Gravino ha avuto una relazione di tipo passionale con una nipote del Rizzotti), e ultimamente gli aveva fatto intendere di girare armato.

L'accusa per Rizzotti resta quella di duplice tentato omicidio. Restano critiche, intanto, le condizioni di Gravino in seguito le gravi ferite riportate all'addome.

 Manuela Scuderi