Sviluppi sul caso della studentessa ferita a Catania
In pieno centro a Catania, giovedì scorso, nell’affollatissima Piazza Dante proprio di fronte al monastero dei Benedettini che ospita le facoltà di Lettere e Lingue, una giovane studentessa universitaria si era trovata proprio nel bel mezzo di una sparatoria e ne era stata coinvolta in maniera accidentale venendo ferita da un proiettile vagante in maniera grave.Quello che tutti all’inizio avevano identificato, e del quale aveva tutte le caratteristiche, come un agguato mafioso, si è poi rivelato essere tutt’altro. Le indagini condotte dai carabinieri, grazie alle riprese di alcune telecamere di sorveglianza, ma soprattutto grazie alla testimonianza di uno studente presente al momento del fatto, hanno permesso di risalire all’autore del tentato omicidio. Si tratta di Andrea Rizzotti incensurato di 54 anni dipendente del comune di Catania e custode della chiesa di San Nicolò La Rena. Sentendo che il cerchio attorno a lui si stava rapidamente restringendo, questi, si è costituito poche ore dopo in questura accompagnato dal suo avvocato.
Davanti al magistrato ha ammesso tutte le sue responsabilità riferendo d'aver aperto il fuoco sul Gravino perché, quest’ultimo, quotidianamente lo minacciava e lo irrideva a causa della relazione che la vittima aveva avuto con una nipote del custode. Ha detto anche che temeva per la sua vita e che non riusciva più a sopportare quella costante umiliazione in pubblico. Per questo si è procurato illegalmente una pistola e ha fatto fuoco. Adesso è rinchiuso nel carcere di piazza Lanza in attesa della decisione del GIP che dovrebbe arrivare in settimana. Nel frattempo il sindaco Stancanelli ha fatto sapere, mediante gli organi di stampa, che avvierà le procedure per il licenziamento del Rizzotti, che al momento è stato solo sospeso dopo l’arresto.
Il procuratore di Catania Vincenzo D’Agata, intanto, dichiara alla stampa: «Siamo compiaciuti per il risultato positivo dell’operazione, anche il ministro Maroni ci ha manifestato la sua soddisfazione, ma non possiamo essere felici perché c’è una ragazza in ospedale che non sta bene» e continuando ancora riferisce: «Ci sono state altre sparatorie a Catania, ma non sembra esserci un filo mafioso a legarle, sono tutte vicende private e questo ci fa stare un po’ più tranquilli, perché non è ripresa la guerra tra faide».
È sicuramente l’augurio che si fanno tutti i cittadini Catanesi.
Giuseppe Zappalà
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Sparatoria in Piazza Dante a Catania













