Mancanza di sufficiente controllo da parte dell'Autorità e prodotti agricoli in gravi condizioni igieniche. È impossibile continuare nella previsione di un ribasso delle vendite intorno al 35%. Stefano Bella, responsabile locale di Confcommercio, richiama alle proprie responsabilità l'Amministrazione comunale di Pippo Failla.
«Che senso ha pagare le tasse e mettersi in regola se poi dobbiamo concorrere con gli abusivi, che non hanno alcuna autorizzazione per svolgere l'attività commerciale, e nel disprezzo delle norme?»È questo lo spirito che ha animato la protesta dei commercianti della città di Paternò, aderenti all'organizzazione di Confcommercio. Stefano Bella, responsabile della sezione locale, si è fatto portavoce delle istanze dei propri coassociati, ma mette subito le mani avanti, precisando che: «la nostra denunzia è per il rispetto della legalità e non contro chi ogni mattina si alza presto per sostenere la propria famiglia» - ribadendo inoltre che - l'obiettivo è sì sopprimere l'abusivismo, ma soprattutto creare delle condizioni che permettano, a chi non è in regola, di adeguarsi ad esse».
L'iniziativa, partorita dal malcontento degli ultimi mesi, prende il via dalla constatazione che nelle vie della cittadina etnea (famosa per la l'imponente "Rocca dei Normanni") la presenza dei venditori ambulanti sta diventando insopportabile. Sta soffocando tutte quelle forme di iniziativa economica libera e legale che contraddistingue colore che, pagando le tasse, si sottopongono "volontariamente e coscienziosamente" a tutte le regole che disciplinano il corretto esercizio dell'attività commerciale.
I commercianti paternesi hanno proposto una loro via per uscire da tale situazione attraverso "la creazione, ad esempio, dei cosiddetti mercati rionali, delle aree dove praticare l'ambulantato, per evitare che la protesta venga considerata una guerra contro qualcuno".
«Chi ha una saracinesca aperta, oggi, ha difficoltà a reggere una concorrenza che possiamo definire assolutamente scorretta e, - ha affermato ancora Bella - stante la diversità, e maggiore entità di costi affrontati, molti di noi oggi si trovano nell'impossibilità di continuare». Per di più, secondo un calcolo operato dalla stessa Confcommercio, si stima che in città, complice anche la crisi economica che investe in genere la domanda sui beni, "le attività commerciali stiano soffrendo un ribasso di vendite intorno al 35%".
Un altro dei problemi sollevati dall'associazione attiene al fattore igienico. Secondo Bella, infatti, molti dei venditori ambulanti abusivi "commercializzano dei prodotti, come il pesce, che sono fortemente deficitarii sul piano igienico-sanitario". Né risultano essere sottoposti ad un controllo che, in una certa misura, possa operare da deterrente nei loro confronti. Confcommercio ha ribadito che "non vuole eliminare la concorrenza", ma chiedere soltanto che "chi svolge un'attività di vendita al pubblico lo faccia nel rispetto delle regole", così come previsto dalla legge.
La soluzione avanzata dall'Amministrazione comunale paternese non ha trovato peraltro la soddisfazione degli interessati.
Il Sindaco Pippo Failla avrebbe proposto, infatti, ai commercianti "un piano di monitoraggio ben più pressante elaborato da parte del Comando dei Vigili urbani, per pagare gli straordinari che le forze dell'ordine sarebbero costrette a svolgere". Tale soluzione non ha trovato positivo riscontro rispetto alle richieste degli esercenti attività commerciale in regola "in quanto, protestano, il preventivo proposto dal Comando dei Vigili urbani ammonta a circa 16mila euro, e ciò si scontra, sempre secondo il responsabile di confcommercio di Paternò, con un bilancio preventivo varato dal Consiglio comunale, dove non è previsto un euro alla voce controllo e soppressione dell'abusivismo".
La situazione, così com'è stata evidenziata da Stefano Bella: «è giunta ad un punto in cui forse è meglio che l'Amministrazione comunale, con il Sindaco in testa, realizzi il proprio fallimento, rassegnando le dimissioni».
Confcommercio, sulla base di alcuni finanziamenti regionali, ha proposto di accedere ai bandi per la creazione dei "centri commerciali naturali che, ha concluso Bella, possono essere un buon viatico per rianimare il centro storico paternese e l'attività commerciale".
Antonino Recupero
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Paternò, il “commercio abusivo” strozza gli esercenti in regola













