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Si decide il futuro dell’Ateneo catanese

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In dirittura d'arrivo le discussioni per il futuro assetto

Settimane decisive per il futuro assetto dell'Ateneo catanese, gli amministratori sono chiamati ad importantissime decisioni su quelle che saranno le novità dal prossimo anno. In evidenza, soprattutto, la nuova organizzazione delle facoltà umanistiche, in vista anche della nascita del 4° polo universitario siciliano, e l'applicazione dei nuovi parametri dettati dal tanto odiato D.M. 270, ossia il famigerato decreto "Gelmini".

 

Ma quali potranno essere i cambiamenti, che presto dovranno discutere sia il Senato Accademico che il Consiglio d'Amministrazione, entrambi chiamati a riunirsi a breve?

Innanzitutto parliamo dell'applicazione, in base al già citato decreto, del numero chiuso per le nuove immatricolazioni allargato a tutte le facoltà presenti nel territorio, nuove immatricolazioni che scaturiranno dopo l'espletamento del cosiddetto "test d'ammissione".

Il numero d'ammissioni per il primo anno varia da facoltà a facoltà, si parte da un minimo di 80 unità ad un massimo di 300 per corso di laurea, questo per rientrare nei requisiti "minimi" chiesti dal ministero a tutti gli Atenei. Requisiti troppo "stretti" secondo alcuni, che lamentano la possibilità di avere una enormità di studenti che non vedranno riconosciuto il proprio diritto allo studio solo perché non rientranti nel numero massimo consentito. Oltretutto non è ancora stata decisa la modalità di svolgimento del test d'ammissione e nemmeno il probabile calendario.

Calendario che dovrebbe consentire lo svolgersi del test in giornate diverse per ogni facoltà in modo da dare la possibilità agli studenti di poter "provare" a sottoporsi al test in più facoltà di loro gradimento.

Ma al momento quello che ha acceso le polemiche è la probabilità (molto fondata) che l'anno prossimo si attui un aumento delle tasse universitarie, proprio per far fronte al minore gettito derivante dal numero chiuso e dal taglio dei finanziamenti dovuto alla legge 270. La percentuale media dell'aumento dovrebbe essere, secondo quanto emerso dall'ultima riunione della commissione paritetica per la didattica, pari al 38% , un aumento decisamente sostanzioso che porterebbe ad avere una tassa minima di circa 500 euro ed una massima di circa 2000. È previsto inoltre un inasprimento delle condizioni per rientrare nella fascia di esenzione per meriti.

Da parte degli studenti è stata avanzata la proposta di ampliare le fasce di reddito da 5 a 9 in modo da aumentare la modularità dei versamenti ed evitare che ci si ritrovi con studenti che dovranno pagare quasi il doppio dei contributi che pagavano in precedenza.

In ogni caso le questioni saranno discusse nella prossima riunione del Senato accademico che dovrebbe avere luogo il 28 Maggio e in quella del consiglio d'amministrazione prevista per il 4 Giugno. Si mobilita la popolazione studentesca che, nel frattempo, ha dato vita a diversi gruppi su facebook per chiamare a raccolta quanti più sostenitori, e si prepara ad organizzare nuove proteste e iniziative.

Giuseppe Zappalà