C'era una volta una bambina (cominciano sempre così le fiabe, no?) che aveva la testa sempre tra le nuvole: sognava viaggi in paesi fantastici, balli di corte in cui volteggiava bellissima, nel suo ricco abito, tra le braccia di un giovane principe biondo, alto e fiero. I viaggi dei suoi sogni si facevano su lucide carrozze trainate da cavalli bianchi, attraverso boschi odorosi di resina, rallegrati dal canto degli uccellini. Il principe sempre allegro e sorridente, le porgeva il braccio quando doveva scendere dalla carrozza.
La bambina cresce, finisce la scuola dell'obbligo e comincia il fantastico viaggio nel mondo del lavoro, volteggiando alla corte delle offerte di impiego, si districa dalle braccia di "esuberanti" potenziali datori di lavoro, tarchiatelli e sudaticci. Poi mettendo a frutto gli studi compiuti, comincia a lavorare in un call center. Ore ed ore con una cuffia a proporre a "felici quanto disponibili" utenti telefonici, il vantaggiosissimo contratto di un nuovo gestore telefonico o il bellissimo set di pentole e stoviglie o ancora l'utilissimo corso d'informatica.
Finite le comode 12 ore di "ben" retribuito lavoro, via a spendere i sette euro guadagnati nel pub del centro, a divertirsi con gli amici. E' bellissimo commentare il nuovo tatuaggio dell'amica del cuore, un disegno giapponese che significa "alba del guerriero", il piercing sul naso della sorella che ricorda le principesse indiane, mandare sms alla collega di lavoro seduta al tavolo accanto. Invitanti alternative al pub sono l'appetitoso panino del furgone o il film al multisala, in attesa che si faccia l'ora della discoteca ad invito in lista.
Il principe azzurro non ha i capelli biondi è rasato per nascondere l'incipiente calvizie, non ha il mantello ma il giubbotto con la pelliccia ecologica, non si sposta su un bianco destriero, ma sulla punto nera con doppio tubo di scappamento. Quando si viaggia in auto con lui, si avverte l'odore di lavanda dell'arbre magique, mentre le orecchie si riempiono del suono di sedici casse ad alto volume, con i bassi che provocano tachicardia. Anche lui, che non ha finito la facoltà di legge nonostante i ben tre esami brillantemente superati in cinque anni, lavora nel mondo della tentata vendita. Gira i condomini della città per proporre prodigiosi filtri potabilizzatori di acqua. Non ha uno stipendio ma le provvigioni sono alte; ha potuto comprare l'auto usata, anche perché la nonna gli ha regalato l'anticipo e i genitori pagano qualche rata, ma per la benzina e le riparazioni ci pensa da solo.
Quando una telefonata o un telegramma invita la bambina ormai già donna, alle selezioni per il reality o per il talent show televisivo, la vita cambia. Finalmente i sogni (che nel frattempo sono cambiati) si avverano. Probabilmente in poco tempo approderà alla corte della De Filippi o a quella della Ventura, dimostrerà tutto il talento di cui è dotata, tanto si sa quanto facile sia avere successo in tv. Il paese delle meraviglie della nostra società è la televisione, auguri Alice e buona fortuna ………… ne hai proprio tanto bisogno.
Giuseppe Rubino
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C'era una volta.













