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Storia di Eli

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Ci è già capitato di occuparci di catastrofi, eventi tragici, calamità naturali, e ne abbiamo descritto i vari risvolti, guardando ad essi con occhio distaccato e poco, emotivamente, coinvolto. Adesso vogliamo occuparcene riportando la  testimonianza di chi ha vissuto direttamente il dramma, le paure connesse e le fatiche successive. Vogliamo capire attraverso gli occhi ed il cuore di chi non si vuole considerare soltanto un sopravvissuto. Gli occhi ed il cuore di una bambina.

Elisabetta ha poco più di nove anni, frequenta la quinta elementare a Scaletta Zanclea, e la sera del primo di ottobre 2009 si trova in casa con i genitori ed il fratellino di quattro anni. Dopo giornate di pioggia incessante la collina che sovrasta Scaletta franando trascina via case, automobili, botteghe, lavoro.

Al dolore per la perdita di amici e persone care, si aggiunge l'angoscia per l'incertezza del futuro. La  famiglia, miracolosamente salva, è costretta a lasciare il paese dove i bambini sono cresciuti, vanno a scuola, giocano con gli amici.

Trasferiti  in provincia di Catania, Elisabetta viene iscritta in una nuova scuola.

Qui ogni anno gli alunni partecipano ad  un concorso letterario, partecipa anche Elisabetta. Riportiamo di seguito il testo integrale del suo lavoro, premiato e presente in varie rassegne anche nazionali. Lo riportiamo non già o non solo, per il  valore letterario, pur  notevole,  ma soprattutto come testimonianza.

LA MIA TERRA

La Sicilia è una terra d'amore, la sua natura è bellissima. Gli stranieri provenienti da altre regioni restano incantati dalle sue bellezze e ancora di più dal suo mare. Soprattutto di sera, quando la luna si riflette su di esso ed il mare si colora d'argento.

In una sola notte ci fu la distruzione, Eleonora aveva perso tutto e il dolore che provava era molto grande. Tante altre persone si sentivano come lei, avevano perso le case, le macchine, gli amici, i ricordi .... la speranza. In tanti volevano andare via. La Sicilia era cambiata, non era più la terra di prima, era sola, silenziosa, senza nulla.

In una notte calda dal cielo scese un Angelo: l'anima della Sicilia. L'Angelo incontrò Eleonora che piangeva:

-  Bella fanciulla, perché piangi?

-  Piango perché la terra che mi ha accolto, che mi ha dato i natali, che mi ha fatto

camminare, vivere le prime emozioni, mi ha anche tolto la speranza di andare

oltre; ho visto quello che non volevo vedere e il cuore mi duole.

-  Ascoltami, non piangere, non pensare al tempo che è stato, ai dolori passati.

Pensa al domani, ai fiori che spuntano, non pensare alle foglie ingiallite che

cadono ma a quelle che nascono, non pensare ai tremori ma alla vita che ha da

venire, ai suoi sapori, alle giornate allegre, guarda più in là prendi una matita e

disegna la strada della tua vita, c'è un cuore che batte: ha fame di vivere.

Eleonora prese un foglio, una matita e iniziò a disegnare, ma vide che anche se andava da un'altra parte la sua meta era sempre la Sicilia.

L' Angelo era soddisfatto e le disse: Visto? Il tuo posto è sempre qui, fanciulla che cammina all'ombra di un sole cocente, non pensare di essere sola: c'è sempre qualcuno che ti guarda.

Eleonora rispose: Io sono ancora qui ad aspettare un segno, un cielo diverso, uno sguardo, un sorriso, ieri era oggi e oggi è già domani.

Una lacrima scese dalla guancia dell'Angelo, prese Eleonora per mano e assieme iniziarono a cantare. Cantarono la speranza, cantarono l'amore, cantarono la solidarietà ……. Allora da ogni dove arrivarono donne, uomini, bambini e insieme iniziarono a pulire i fiumi, tolsero il fango, costruirono case e negozi, ricostruirono scuole per i bambini, organizzarono centri di ritrovo.

Grazie al lavoro dei Siciliani la Sicilia pian piano rinascerà.

 

Sicilia, sei la mia terra

Ti ammiro, ti difendo.

Sicilia sei bella come una rosa

Fresca come l'aria pura

Calma e misteriosa come il mare.

Ora cammino su prati fioriti

Cosa sperare di più?

Sono là dove volevo essere!

Elisabetta Gulisano

 

Cosa aggiungere? Solo che dopo aver letto queste parole ci risultano ancora più fastidiose le chiacchiere dei vari politici, siciliani e non, ancora più false le spiegazioni e le previsioni di tecnici, esperti o presunti tali, burocrati di vario livello.

Ci piace dire con Elisabetta: coraggio Sicilia, il futuro è nelle tue mani.

Giuseppe Rubino