La comunità scientifica si accosto’ a questa teoria solo dieci anni dopo e nel 2004, invece, diventa protagonista di un film dal medesimo nome: “ The butterfly effect “ (2004), dai registi Eric Bress e J. Mackye Gruber. Un esperimento fanta-scientifico che rappresenta l’effetto domino che crea l’uomo nella sua vita attraverso le azioni che decide di compiere e l’impatto che ha anche sulla vita di chi gli vive accanto. Il personaggio principale, infatti, è un ragazzo con la straordinaria capacità, ereditata dal padre, di intervenire nel passato attraverso la memoria. Cerca di rimediare ai suoi errori cambiando di volta in volta gli avvenimenti creando solo disastri.
Questa teoria, che ha ispirato tanti film fra cui anche “Sliding doors” e “ A sound of Thuder, diventa così metafora di un destino non predestinato ma modificabile nelle mani dell’uomo ed interpreta la portata delle sue scelte che hanno un grande potere d’ifluenza nella sua vita e in quella degli altri . Questo è uno dei tanti tentativi di spiegare l’interdipendenza e il legame che unisce l’uomo con i suoi simili e l’uomo con l’ambiente. Come dire che nessuno è un’isola ma che l’uomo vive grazie ad una rete di fili che unisce tutto, come la natura e, più in generale, l’universo. Lo spiega questa farfalla che oltre a combinare guai con il suo battito d’ali, da una risposta chiara all’uomo sul senso della sua esistenza in questo mondo.
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The Butterfly Effect













