Inaugurata l'esposizione del maestro originario di Pantelleria
La narrazione combinata delle "pittosculture" per un unico grande allestimento
E' un vorticoso "abisso in movimento", l'allestimento che le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento dedicano all'arte di Michele Cossyro, pittore e scultore originario di Pantelleria cui è dedicata una straordinaria e "dinamica" esposizione in programma fino al 12 febbraio 2012 e promossa dagli Amici della Pittura Siciliana dell'Ottocento.
S'intitola "Michele Cossyro. Extràhere. Opere 1973/2011", la cura è del critico d'arte Gabriele Perretta, coordinatore Ezio Pagano, direttore del Museum di Bagheria, l'Osservatorio dell'Arte Contemporanea in Sicilia che affianca in questa occasione le Fabbriche.
Extràhere, ovvero "estrarre". Missione che guida il maestro Cossyro nel suo approccio alla materia, fra tutte il bronzo che nelle sua mani perde quell'aura cimiteriale e aulica e conquista una leggerezza e un dinamismo inusitati.
Sessantuno opere, e fra queste molte "pittosculture" tracciate sui muri – dove forma e colore suggeriscono e rinnovano emozioni e suggestioni – che negli spazi delle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento sembrano dar vita a un'unica grande installazione che celebra e sintetizza quarant'anni di ricerca.
«Un lungo arco di tempo - spiega il curatore Gabriele Perretta - per ripercorrere le segrete regioni della ricerca e della seduzione in Cossyro e percepirne l'emergere della forma e della spazialità».
Per il coordinatore Ezio Pagano, con questa importante esposizione alle FAM l'artista pareggia i conti con la Sicilia: Cossyro ha sempre attinto, infatti, alle meraviglie naturali dell'Isola e della sua isola, Pantelleria, tutti gli ingredienti che gli sono serviti in questo quarantennio di attività, per realizzare i suoi dipinti, le sue sculture e in ultimo le pitto-sculture.
Da parte sua il maestro, commosso per la presenza dei tanti panteschi, giunti ad Agrigento dalla sua "isola del cuore", riafferma "l'assoluta necessità della Bellezza" che spinge l'uomo ad andare avanti, anche e soprattutto in periodi di crisi come questo.
E ricorda la lezione della sua isola, Pantelleria, e quel suo genius loci che è la cifra della sua arte: "gli spazi, l'aria, i colori e non ultima l'arte del legno appresa da mio padre, maestro d'ascia".
Fonte Foto:Ufficio Stampa
Comunicato Stampa
Carmela Grasso
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Mostre:l'abisso in movimento di Michele Cossyro fino a febbraio alle FAM di Agrigento













