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Il soldato "sconosciuto" che unì l'Italia

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Era il 1921 quando l'Italia decise di onorare i caduti di guerra senza volto né nome, con la tomba simbolica del "Milite Ignoto", trasportata su un treno speciale da Aquileia a Roma. Oggi, in occasione dei 150 d'Italia, quel treno ripercorre, simbolicamente, le stesse tappe.

Non tutti, forse, conoscono la commovente ed emozionante storia del milite ignoto: un soldato senza volto, nome e identità che, subito dopo la prima guerra mondiale, divenne, involontariamente, il simbolo di un'Italia impoverita e tormentata, ma unita sotto la luce fulgente di un unico simbolo: il coraggio misto alla dignità.

Siamo negli anni della Grande Guerra, quella 1^ guerra mondiale che in maniera tragica e drammatica, devastò l'Italia (e il mondo intero) con milioni di morti e caduti: uomini di grande coraggio e umiltà che mai fecero ritorno a casa e alle cui famiglie non fu mai restituito neanche un corpo da piangere.

È proprio per onorare i milioni di caduti e dispersi che il Generale Giulio Dohet, conclusa la guerra, propose di realizzare un monumento in loro ricordo, esattamente come avevano già fatto altri paesi coinvolti nel grande conflitto. L'idea era quella di seppellire la salma di un militare senza nome, sfigurato e reso irriconoscibile dagli eventi bellici quale simbolo di tutti i soldati senza nome.

L'allora Ministero della Guerra, Luigi Gasparotto, nominò, quindi, una Commissione militare con il compito di scegliere undici salme, in luoghi diversi, appartenenti a soldati cui era ormai impossibile dare un nome, creando al contempo la tomba del Milite Ignoto nel complesso monumentale del Vittoriano a Roma.

Le undici salme vennero trasportate nella Basilica di Aquileia, dove ci sarebbe stata poi la scelta di quella da far arrivare nella capitale. L'ingrato compito spettò a Maria Bergamas, madre del volontario irredento Antonio Bergamas che aveva disertato dall'esercito austriaco per unirsi a quello italiano e che era caduto in combattimento senza che il suo corpo fosse ritrovato.

Il 26 ottobre 1921, nella Basilica di Aquileia, Maria venne posta di fronte alle undici bare allineate per sceglierne una: passò davanti alle prime e poi si fermò quasi catturata da qualcosa o qualcuno, gridò il nome del figlio disperso e si accasciò al suolo davanti alla seconda, che venne scelta.

La bara prescelta fu, quindi, deposta in un carro ferroviario per essere trasportata a Roma, mentre quelle degli altri dieci commilitoni rimasti ad Aquileia venivano tumulate nel cimitero antistante la Basilica.

Il treno seguì la linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma, per un totale di 15 tappe, a velocità moderatissima, in modo che presso ciascuna stazione la popolazione avesse modo di onorare il caduto simbolo. L'Italia tutta abbracciò il proprio figlio caduto: un morsa di amore e commozione che, in tutte le stazioni, attese il passaggio del convoglio per poi avere il suo epilogo nella capitale.

Il 4 novembre 1921 la salma venne deposta presso l'Altare della Patria al Vittoriano con l'onorificenza della Medaglia d'Oro al Valor Militare.

28 ottobre 2011: è partito da Aquileia il "Viaggio dell'eroe", uno speciale convoglio che racconta, attraverso una mostra itinerante, la storia del Milite Ignoto in occasione del novantesimo anniversario, toccando ben 15 città italiane esattamente come fece nel 1921. L'iniziativa, che rientra tra le numerose iniziative promosse dal Comitato per i 150 anni dell'Unità d'Italia, è stata realizzata senza incidere sul bilancio ministeriale, grazie alla stretta collaborazione tra Ministero della Difesa e Ferrovie dello Stato Italiane con il patrocinio della Presidenza della Repubblica.

La mostra, inaugurata a Roma Termini dal ministro La Russa e da Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, si dispiega lungo tre vetture mostra, una carrozza cinema, dove verranno proiettate immagini storiche, e un carro speciale messo a disposizione da Ferrovie Italiane per esporre importanti testimonianze del tempo. Il simbolico viaggio rievocativo del Milite Ignoto si concluderà a Roma il 2 novembre quando, sulle note de "Il Piave mormorò", il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accoglierà alla stazione Termini il treno speciale, che dal 3 al 6 novembre sarà aperto alle visite per i romani e i turisti al binario 29.

Oggi, esattamente come 90 anni fa, i sentimenti di commozione, rispetto e amore si stringono attorno a tutti i figli, i fratelli, i padri e i mariti in guerra, lontani dalle loro famiglie, a morire per un ideale: per l'ideale della propria terra e della propria Patria. Nessuna guerra è giusta, così come non lo sono le morti dei nostri uomini e delle nostre donne. Ma se qualcosa di buono c'è in tutto questo (ammesso che ci sia) è proprio il valore e il simbolo che quelle vite rappresentano. Esattamente come si legge nell'epigrafe del Milite Ignoto: «Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria».

FONTE: http://www.italiaunita150.it - http://paginedellastoria.splinder.com - FONTE FOTO: http://picasaweb.google.com

Emanuela Annita Scuderi