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Un viaggio - lungo centocinquanta anni - attraverso la moda

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Palermo. Presso la sede della Provincia è in corso l'esposizione di abiti che hanno segnato la storia di intere generazioni italiane. E' la collezione appartenente a Raffaello Piraino che, oltre ad essere docente di storia del costume, è anche un appassionato collezionista di reperti abbigliamentari. Le dodici sale espositive seguono una divisione cronologica e contengono tremila pezzi tra abiti di cerimonia maschili e femminili, abiti militari, infantili ed ecclesiastici oltre che intimo e accessori.

 

Man mano che si prosegue nella visita i sontuosi e raffinati cappelli del periodo risorgimentale lasciano il posto ai cappelli "minimal" del periodo che và dagli anni 1930 agli anni 1950. La ricchezza dei tessuti e dei ricami e i pregiati merletti uniti alla maestria e alla cura con la quale sono stati realizzati questi abiti di sicuro lasciano sognare il visitatore.

Ampio spazio riceve l'intimo all'interno della mostra. Considerato per diversi secoli come uno strumento che doveva "limitare la donna" e impedire che "andasse spedita", esso era considerato una vera e propria tortura per tutte le donne costrette a portare bustini talmente stretti da riuscire a mala pena a respirare.

Indipendentemente dal loro rango sociale, raffinate o volgari, semplici o complicate, esse avevano in comune il fattore determinante per essere condannate a trascinarsi dietro tutta quell'"artiglieria" (reggi-calze, stringi-petto, sottane e bustini):erano donne.

Proprio a dispetto di tutto ciò, in Francia, negli anni della rivoluzione francese, un gruppo di donne iniziò a vestire con camicie e sanculotte (bermuda tipici dei soldati francesi) come simbolo di libertà loro e del proprio corpo.
Sicuramente oggi tale accessorio è per la donna strumento col quale sprimere la propria femminilità e sensualità.

La collezione comprende anche oggetti esteri come ad esempio una pipa da schiuma utilizzata da Franca Florio (nobildonna palermitana) per fumare hashish. La collezione permette di riscoprire quelle che sono state le abitudini, i gusti, le costrizioni riguardo al vestire dei nostri avi e come siano cambiati i gusti e i modi di vestire.

Siamo passati da sontuosi abiti castigati a minigonne, da eleganti abiti di occasione a jeans e scarpe da tennis.
L'interesse degli studiosi è crescente e sempre più numerosi sono gli studenti che si accostano alla collezione per tesi specialistiche.

D'altra parte, si sa:"studiamo chi eravamo per capire chi siamo".
La collezione sarà al Palazzo della Provincia fino al 31 Ottobre.

Fonte foto:palermonighteday.it

http://www.palermonighteday.it/wp-content/uploads/ab-origine-santelia-246x184.jpg

Francesca Perconti