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Palermo:La Chanson de Geste in chiave contemporanea di Emanuele Lo Cascio

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Si è conclusa venerdi 15 ottobre la mostra di Emanuele Lo Cascio al Museo delle Marionette "Antonio Pasqualino" di Palermo. L'esposizione, inaugurata sabato 1 ottobre, proponeva al pubblico una mostra d'arte contemporanea per analizzare e riflettere su temi antichissimi, mediante i video e le sculture presentate per l'occasione. Tra i lavori in mostra, il video "The reasons of the Leopard", che trae spunto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per poi intraprendere un viaggio caratterizzato dall'imprevisto:un racconto atemporale ambientato in Sicilia in cui è ancora presente il mito ma è una realtà in cui tutto è ribaltato, tutto è in continua contraddizione.

Questo lavoro vuole essere una rilettura del tempo in cui viviamo. Il video prosegue poi con un dialogo tra due dei protagonisti del racconto, Don Fabrizio e Chevalier, che prendendo spunto dalla celebre opera di Vitruvio il "De architectura" dibattono sulle diverse tecniche di costruzione dei muri (metafora dei rapporti di forza tra il "forte" e il "debole").

Significativo è il video Chanson de Geste. Si tratta di un cortometraggio, proiettato nel Salone dei Pupi, in cui il tema della lotta si ripete continuamente diventando quasi ipnotico. Due giovani combattono in un duello e proprio quando sembra che uno stia avendo la meglio sull'altro ecco che la situazione si ribalta. I protagonisti vestono indumenti contemporanei ma la musica di sottofondo è quella utilizzata per gli spettacoli delle marionette.

Ciò suscita nello spettatore una sensazione che a primo acchito sembrerebbe quasi fastidiosa considerando le scene prettamente moderne in netta contraddizione con le melodie trecentesche, ma ad una fruizione approfondita viene fuori l'ingegnosa idea dell'autore che ci vuole presentare l'opera dei pupi come se fosse nata oggi: i due giovani in jeans non sono altro che Orlando e Gano.

Ma la vera protagonista dell'evento è la scultura intitolata "Il cerchio non ha più centro":un cerchio metallico formato da una spada ricurva che termina all'impugnatura. Un ricongiungimento simbolico tra passato e presente.
Esposta al centro della Sala Giardino d'Inverno, la scultura è posta su un ripiano illuminata da faretti che immediatamente rapisce, incuriosisce e attrae il visitatore che entrato in sala non può fare a meno di ammirarla.

Foto del redattore

Francesca Perconti