La saggezza, che servendosi della ragione e dell’esperienza permette a chi ha la fortuna di possederla di scegliere e valutare di volta in volta l’azione ritenuta universalmente più corretta, è una virtù attribuita dall’opinione popolare alle persone più anziane, poiché dotate di maggiore esperienza di vita.
Simboli della saggezza di una generazione passata sono considerati i proverbi, a cui l’uomo ricorre da tempi immemorabili, senza che occorra necessariamente distinguere tra detti, motti, sentenze, aforismi. Difficile è anche stabilire se un proverbio risalga alla tradizione orale e da qui transiti in quella scritta o viceversa.
Ragionando sui proverbi e sui detti popolari, difficile non ricordare un personaggio emblematico in materia, un anziano saggio e custode dei valori della tradizione: Padron ‘Ntoni de I Malavoglia di Giovanni Verga. Il romanzo I Malavoglia, infatti, mette in scena un mondo arcaico e rurale, dominato da una visione della vita tradizionale, fondata sulla saggezza antica dei proverbi. La celebrazione di questo mondo e di valori quali l’onore, la religione della casa, il lavoro, è affidata soprattutto a Padron ‘Ntoni che è un patriarca, una figura profondamente attaccata alla famiglia, che lavora con fatica per migliorarne le condizioni di vita. Come si sa, l’impresa è destinata al fallimento e la conclusione rivelerà la disgregazione di quello stesso mondo e l’impossibilità dei suoi valori, a causa dell’irrompere delle forze disgregatrici della modernità.I proverbi ne I Malavoglia possono essere sia veri che inventati dall’autore e rappresentano spesso una sorta di anticipo sui fatti che accadranno nel futuro: molti tra quelli sentenziati da Padron ‘Ntoni, infatti, finiscono per avverarsi, in conformità con la visione del mondo verghiana secondo cui è impossibile sfuggire al proprio destino.
Numerosissimi i proverbi meteorologici:
«Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura»; «le acciughe sentono il grecale ventiquattro ore prima di arrivare»; «quando il sole si corica insaccato si aspetta il vento di ponente»; «quando la luna è rossa fa vento, quando è chiara vuol dire sereno, quando è pallida, pioverà»; «buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo»…
Altri motti e proverbi, che non riguardano solo la meteorologia, sono riconducibili ad un’epoca ancora più remota e Padron ‘Ntoni mostra di conoscerli bene. Così scrive Verga nel primo capitolo: «Padron ’Ntoni sapeva anche certi motti e proverbi che aveva sentito dagli antichi: «Perché il motto degli antichi mai mentì»: - «Senza pilota barca non cammina» - «Per far da papa bisogna saper far da sagrestano» - oppure - «Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai» - «Contentati di quel che t’ha fatto tuo padre; se non altro non sarai un birbante» ed altre sentenze giudiziose».
E ancora: «Per menare il remo bisogna che le cinque dita s'aiutino l'un l'altro»; «chi ha carico di casa non puo' dormire quando vuole»; «uomo povero ha i giorni lunghi»; «al servo pazienza, al padrone prudenza»… e altri.
I proverbi, che nel romanzo vengono pronunciati anche da altri personaggi come Zio Crocifisso, Piedipapera, la Zuppidda, ecc., costituiscono la testimonianza più diretta della saggezza antica, contribuendo a rafforzare l’impronta fortemente realistica dell’opera.
Cari a tutti i popoli e a tutti i tempi che, per dirla con le parole di Niccolò Tommaseo, «amarono in brevi parole restringere il pensiero e l'affetto, che volassero agili per la mente, che ratti penetrassero al cuore».
Fonte foto: www.trekearth.com
www.trekearth.com/gallery/Europe/Italy/Sicily/Catania/Acitrezza/photo224914.htm
Venera Tripoli
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“Perché il motto degli antichi mai mentì”: i proverbi di Padron ‘Ntoni













