Ecco alcuni esempi di godurie per il palato, ai quali palermitani e forestieri non sanno rinunciare:
Le panelle: sono delle frittelle di farina di ceci, hanno la forma di piccoli rettangoli, immerse nell'olio bollente si rivestono di una bolla, una sorta di abito che impedisce all'olio di penetrare fino all'impasto. In genere le panelle vengono gustate all'interno di un morbido pane ricoperto di sesamo.
Lo sfincione: è un impasto di acqua e farina ma non c'entra con la pizza. Il condimento prevede salsa, sarde e pezzetti di caciocavallo. E' una prelibatezza che prevalentemente viene venduta per le strade già sin dalle prime ore del mattino.
Le stigghiole: sono budella di ovini o vaccini, infilzati e cotti sul barbecue. Con il loro odore inondano le strade e le vie del centro storico e non solo. Condite con prezzemolo e scalogno, è un vero peccato non mangiarle.
La Milza: nota come "pani ca meusa", è il panino di tutte le ore e per tutte le stagione. Ogni momento è buono per mangiarlo. Milza, polmone e cartilagini della trachea, tagliati a pezzi e soffritti nello strutto. La preparazione della Milza è un'arte tipicamente palermitana, in genere viene condita con limone o con formaggio, ricotta di pecora o caciocavallo, la bontà non cambia.
Concludiamo la brevissima rassegna del famoso "cibo di strada" con un piatto caldo: meglio conosciuto come "quarume", il caldume è l'insieme delle interiora bovine, lessate e mangiate rigorosamente con le dita per poterne sentire la morbidezza e la callosità, gioie tattili difficilmente godibili con forchetta e coltello. A voi tutti Buon appettito.
Fonte foto: foto-sicilia.it
http://www.foto-sicilia.it/foto.cfm?idfoto=99709
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Il "cibo nelle mani": vanto della cucina palermitana













